Lira - Lyra, (Lyr)

 



 
Constellation Map, by IAU and Sky&Telescope magazine
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Costellazioni confinanti:

  • Draco, Hercules, Vulpecula, Cygnus

Stelle principali :

  • α (alfa) Lyr (Vega), mag. 0.03, è una splendente stella bianco-azzurra distante 26 a.l., è la stella che ci appare più luminosa nel cielo d'estate e la quinta in apparenza più luminosa tra tutte. Vega, forma anche il vertice del Triangolo Estivo (gli altri due sono Deneb in Cygnus e Altair in Aquila)
  • β (beta) Lyr (Sheliak), distante 1100 a.l., è una notevole stella tripla. Con un piccolo telescopio è facilmente risolubile in una stella doppia con componenti crema e blu. La stella più debole (quella blu) è di mag. 7.8; quella più brillante è una binaria a eclisse che varia tra mag. 3.4 e 4.3 con un periodo di 12,9 giorni. Queste variabili a eclisse sono binarie tanto strette che la gravità fa loro assumere una forma fortemente ellittica, mentre spirali di gas si disperdono nello spazio.
  • γ (gamma) Lyr, mag. 3.2, è una stella bianco-azzurra distante 190 a.l.
  • δ (delta) Lyr è una doppia ottica, visibile a occhio nudo o con un binocolo, costituita da una stella bianco-azzurra di mag. 5.6, distante 880 a.l., e da una gigante rossa, distante 720 a.l., che varia irregolarmente tra mag. 4.5 e 6.5.
  • ε (epsilon) Lyr, distante 120 a.l., è una celebre stella quadrupla comunemente chiamata Doppia doppia. È facilmente separata in due stelle di mag. 4.7 e 5.1 con un binocolo o anche a occhio nudo. Con un’apertura di 60-75 mm e un forte ingrandimento, si può vedere che ciascuna di queste stelle è una doppia stretta. Le stelle quadruple sono rare, e questa è una delle più belle.
  • ζ (zeta) Lyr, distante 210 a.l., è una doppia, facilmente separata con un piccolo telescopio o un binocolo in due componenti di mag. 4.4 e 5.7.
  • η (eta) Lyr, distante 880 a.l., è una stella bianco-azzurra di mag. 4.4 con una compagna larga di mag. 8.7 visibile con un piccolo telescopio.
  • ρ (rho) Lyr, una stella gigante ai confini con Cygnus, è il prototipo di un’importante classe di variabili usate come termine di riferimento per misurare le distanze nello spazio. Le variabili del tipo RR Lyrae si trovano spesso in ammassi globulari e sono perciò chiamate anche "variabili del tipo degli ammassi". Sono stelle giganti simili alla cefeidi, le cui dimensioni variano di circa una magnitudine, in meno di un giorno. RR lyrae varia tra mag. 7.4 e 8.6 con un periodo di 0.57 giorni.

Oggetti notevoli:

  • M 57 (NGC 6720) la Nebulosa ad anello, è una famosa nebulosa planetaria distante 4100 a.l. Nelle fotografie a lunga esposizione effettuate con grandi telescopi essa somiglia a un anello di fumo. Con un piccolo telescopio la si vede come un disco nebbioso notevolmente ellittico, ma per vederne il buco centrale è necessario un telescopio più grande. È una delle nebulose planetarie più brillanti e le sue dimensioni apparenti sono maggiori di quelle di Giove. M57 fu la prima "nebulosa planetaria" ad essere scoperta (1772): al suo centro si trova una stella nana bianca. Si pensa che l'esplosione di gas sia avvenuta circa 20.000 anni fa.
  • M56 è un ammasso globulare compatto.

 

Note: Piccola ma facilmente riconoscibile costellazione a forma di parallelogramma simile ad un'arpa a due corde. Il Sole come tutte le stelle si muove, e sta portandosi a 20 km al secondo verso Vega. Questo fa si che entro il 14.000 d.C. Vega sarà la nuova stella polare. Da Lyra arrivano anche due sciami meteorici, il primo in aprile (verso il 21-22) e il secondo a giugno (verso il 16) , decisamente più vistoso

Mitologia: Nella mitologia, la Lira rappresenta l'arpa inventata da Mercurio e data ad Apollo che a sua volta la diede al figlio Orfeo.Quest'ultimo suonava una musica così bella da vincere la mano della ninfa Euridice. Sfortunatamente Euridice venne morsa da un serpente velenoso morendo all'istante. Acceccato dal dolore, Orfeo scese nell'Ade implorando Plutone, dio degli Inferi, di restituirgli l'amata; la sua musica era così commovente da spingere Persefone, moglie di Plutone, a convincere il marito. Alla fine Plutone cedette ma ad una condizione: durante la risalita dagli inferi, Orfeo non si sarebbe mai dovuto voltare a guardare Euridice. Purtroppo Orfeo non riuscì a resistere alla tentazione e perse così per sempre la sua amata. Anche dopo la morte di Orfeo, la sua arpa, getta nel fiume Ebro, continuò a suonare sino a qunado Giove non la recuperò per porla tra le stelle.




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