Sagittario - Sagittarius(Sgr)

 



 
Constellation Map, by IAU and Sky&Telescope magazine
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Costellazioni confinanti :

  • Aquila, Scutum, Ophiuchus, Scorpius, Corona Australis, Telescopium, Microscopium, Capricornus

Stelle principali :

  • α (alfa) Sagittarii (Rukbat o Al Rami), mag. 4.0. è una stella bianco-azzurra distante 200 a.l. Nasl (γ(gamma) Sagittarii) binaria rosso-arancio magn.3
  • β (beta) Sgr è una doppia ottica le cui componenti sono visibili distintamente a occhio nudo. β(beta)1 Sgr (Arkab Prior), mag. 3.9, è una stella bianco-azzurra distante 220 a.l., con una compagna di mag. 7.3 visibile con un piccolo telescopio; β(beta)2 Sgr (Arkab Posterior), mag. 4.3, è una stella bianca distante 130 a.l.
  • γ (gamma) Sgr (AI NasI), mag. 3.0, è una gigante gialla distante 120 a.l.
  • δ (delta) Sgr (Kaus Meridionalis), mag. 2.7, è una gigante arancio binaria distante 82 a.l.
  • ε (epsilon) Sgr (Kaus Australis), mag. 1.9, la stella più brillante della costellazione, è una stella bianco-azzurra binaria distante 85 a.l.
  • λ (lambda) Sgr (Kaus Borealis), mag. 2.8, è una gigante arancio distante 98 a.l.
  • σ (sigma) Sgr (Nunki), mag. 2.0, è una stella bianco-azzurra distante 210 a.l.
  • ζ (zeta) Sgr (Ascella ) binaria bianca magn. 2,7

Oggetti notevoli:

Il Sagittario contiene una delle parti più luminose della Via Lattea, chiamata la Nube Stellare del Sagittario e composta di milioni di stelle la cui luce si mescola sino a creare l'effetto di questa immensa nube brillante. Dietro di essa si trova il centro della nostra Galassia. Il Sagittario è la costellazione che contiene più oggetti di Messier in assoluto:

  • M 8 (NGC 6523) la Nebulosa laguna, è una famosa nebulosa gassosa, visibile a occhio nodo, che circonda l’ammasso stellate
  • NGC 6530 che copre un’area pari a due volte le distensioni apparenti della Luna piena, è un bell’oggetto da osservare con un binocolo o un telescopio. Verso il centro della nebulosa c’è una fenditura scura. Nella parte orientale si trova NGC 6530, un ammasso di circa 25 stelle di mag. 7 o più deboli, che evidentemente si sono formate di recente dal gas circostante. Il lato occidentale della nebulosa è dominato da due stelle, la più brillante delle quali è 9 Sagittarii, di mag. 9 . Nelle fotografie a lunga esposizione, la nebulosa appare di un rosso intenso, ma visualmente essa appare bianco-latte. M 8 è a circa 5,000 a.l. di distanza.
  • M 17 (NGC 6618) la Nebulosa Omega o Ferro di cavallo, è un’altra famosa nebulosa, non tanto grande e luminosa quanto M 8. Vista con un piccolo telescopio, appare come una macchia allungata; vista con un telescopio più potente, appare a forma di ferro di cavallo. M 17 è distante 5,000-6,000 a.l. A circa 1° a sud c’è M 18 (NGC 6613), un ammasso aperto di circa 12 stelle di mag. 8 o più deboli.
  • M 20 (NGC 6514) la Nebulosa Trifida, è una nube luminosa di gas, visualmente molto meno impressionante di quanto non appaia nelle fotografie a colori. Anche un telescopio di medie dimensioni mostra soltanto una macchia diffusa di luce, con al centro una stella doppia di mag. 7 e 8 , chiamata HN 40, evidentemente nata da essa. La Nebulosa Trifida deve questo nome a tre bande scure di polvere che la dividono in tre parti, come si può vedere nelle fotografie a lunga esposizione. Si ritiene che sia un po’ più distante da noi di M 8, di cui si trova a 1.5° a nord. Nel medesimo campo visivo di M 20 si trova l’ammasso aperto M 21 (NGC 6531), formato da circa 50 stelle tra mag. 8 e 12.
  • M 22 (NGC 6656) distante circa 10,000 a.l., un ricco ammasso globulare, uno dei più belli dell’intera volta celeste, secondo solo a ω(omega) Centauri e a 47 Tucanae. Appena visibile a occhio nudo, M 22 è facilmente visibile con un binocolo. Con un piccolo telescopio se ne può scorgere la forma ellittica. Un’apertura di 75 mm comincia a risolverne le regioni esterne e, con un’apertura maggiore, si può vedere che le sue stelle più brillanti sono rossastre. Il suo nucleo non è tanto denso quanto quello di molti altri ammassi globulari.
  • M 23 (NGC 6494) distante 4,500 a.l., un ammasso aperto di 120 stelle, ben visibile con un binocolo o un piccolo telescopio. Ha una forma allungata ed è costituito da stelle di mag. 9 di aspetto uniforme, alcune disposte ad arco.
  • M 24 è un vasto e ricco campo stellare della Via Lattea a sud di M 17 ed M 18. Alcuni osservatori restringono il nome M 24 a un ammasso molto più piccolo, di circa 50 stelle, chiamato anche NGC 6603. L’intera nube stellare della Via Lattea in questa regione misura circa 2° x 1° ed è una delle parti della Via Lattea meglio visibili a occhio nudo.
  • M 25 (IC 4725) distante 1,800 a.l., è un ammasso aperto di circa 50 stelle di mag. 6 o più debole. L’ammasso contiene la variabile cefeide U Sgr, che varia da mag. 6.3 a 7.1 con in periodo di 6 giorni e 18 ore.
  • M 55 (NGC 6809) distante 19,000 a.l., è un ammasso globulare di aspetto nebuloso, visibile con un binocolo. Con un piccolo telescopio si possono risolvere le singole stelle e vedere che il suo centro è poco denso.

Note: Costellazione zodiacale in direzione del centro della nostra galassia. Caratteristica la forma a teiera.

Mitologia: Mezzo uomo e mezzo cavallo, nel mito greco era Chirone, un essere immortale che eccelleva nelle arti, tanto che insegnò ad Esculapio, figlio del dio Apollo, quella della medicina. Fù anche il tutore di Achille, l'eroe di Troia, oltre che di Giasone e di Ercole. Proprio quest'ultimo ne decretò la morte ferendolo per errore con una freccia durante lo scontro con l'Hydra. Gravemente ferito, Chirone supplicò Zeus affinchè lo liberasse dalle sofferenze togliendogli il dono dell'immortalità. Il dio accolse le sue richieste portandolo poi eternamente in cielo a ricordo della sua saggezza Chirone era un eccellente arciere ed inventò la costellazione del Sagittario a sua memoria. Spesso questa costellazione è detta "l'Arciere". Un altra leggenda afferma che Giove pose il sagittario vicino allo Scorpione per allontanarlo da Orione. Questa costellazione era così raffigurata fin dai tempi dei Greci, ma la sua origine probabilmente è da attribuire alla civiltà sumera in Mesopotamia, che vedeva il Dio della guerra Nergal come un arciere.




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