Unicorno - Monoceros(Mon)

 



 
Constellation Map, by IAU and Sky&Telescope magazine
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Costellazioni confinanti:

  • Canis Major, Canis Minor, Gemini, Hydra, Lepus, Orion, Puppis

Stelle principali :

  • α (alfa) Monocerotis, mag. 3.9, è una gigante arancione distante 180 a.l.
  • β (beta) Mon, distante 720 a.l. forse la più bella stella tripla del cielo. In condizioni favorevoli, anche i più piccoli telescopi sono in grado di separare le tre componenti, di mag. 4.5, 5.2 e 5.6, che formano un arco di stelle bianco-azzurre.
  • δ (delta) Mon, mag. 4.2, è una stella bianco-azzurra distante 210 a.l. Ha una compagna ottica di mag. 5.5, visibile a occhio nudo.
  • ε (epsilon) Mon, distante 180 a.l., è una doppia facilmente risolubile con un piccolo telescopio. È composta di due stelle di mag. 4.3 e 6.7, di colore giallo e blu.
  • S Mon, distante oltre 3000 a.l., è una splendente stella bianco-azzurra di mag. 4.7, situata nell’ammasso stellare NGC 2264. È una doppia stretta, con una compagna di mag. 8 visibile con un piccolo telescopio. S Mon è anche lievemente variabile, fluttuando irregolarmente di pochi decimi di magnitudine.

Oggetti notevoli:

  • M 50 (NGC 2323) distante circa 2600 a.l., è un grande ammasso di circa 100 stelle, visibile con un binocolo o un piccolo telescopio. Con un’apertura di circa 100 mm è possibile risolverlo in deboli stelle, con una stella rossa al centro.
  • NGC 2232 è un ammasso aperto visibile con un binocolo, con al centro la stella bianco-azzurra di mag. 10 , distante 1000 a.l.
  • NGC 2237-2239, NGC 2244 è una complessa combinazione di una debole nebulosa diffusa, chiamata Nebulosa Rosetta, e un ammasso di circa 16 stelle, distante 3600 a.l. Nelle fotografie a lunga esposizione, la nebulosa appare come un anello rosa, due volte il diametro apparente della Luna. Osservazioni visuali con grandi telescopi per dilettanti rivelano soltanto le tre parti più brillanti della nebulosa, a ciascuna delle quali è dato un separato numero NGC. L’ammasso associato, NGC 2244, è costituito da stelle nate dal gas della Nebulosa Rosetta; a malapena visibile a occhio nudo o con un binocolo, l’ammasso ha al centro 12 Mon, una gigante gialla di 6&ordt; magnitudine, che in realtà sembra essere una stella in primo piano, non collegata all’ammasso. É probabile che l’ammasso sia soltanto una parte di questo celebre oggetto, visibile nei telescopi per dilettanti.
  • NGC 2261 la Nebulosa variabile di Hubble, è una piccola e debole nebulosa che contiene la stella variabile R Mon. Al suo massimo splendore, questa stella è di mag. 9.5. Le sue fluttuazioni irregolari, con un abbassamento fino a circa la mag. 12 , possono essere dovute alla sua recente nascita dalla nebulosa. La stella e la nebulosa, osservabili solo con i più grandi telescopi per dilettanti, distano circa 6500 a.l. dal Sole.
  • NGC 2264 distante circa 3000 a.l., è un’altra combinazione di un ammasso stellare e di una nebulosa. L’ammasso, visibile con un binocolo, contiene circa 20 stelle, compresa S Monoceris. La nebulosa, chiamata Nebulosa a cono per la sua forma, è ben visibile solo in fotografie a lunga esposizione, ed è fuori dalla portata dei telescopi per dilettanti.
  • NGC 2301 distante 2500 a.l., è un ammasso di circa 60 stelle di mag. 8 o più deboli; è visibile con un binocolo.

Note: L'unicorno è sito fra due costellazioni molto note, orione e il cane minore. La inserì Jakob Bartsch, e la fece diventare di impiego comune nel 1624. E' sita in una zona della via lattea alquanto ricca di oggetti interessanti, al suo interno si possono trovare nebulose, amassi stellari. Una delle stelle più famose del Monoceros è Plaskett, una binaria spettroscopica di mag. 6, che prende il nome dell'astronomo che la scopri (il canadese John S. Plaskett) queste stelle si pensa abbiano circa 55 volte la massa del Sole.

Mitologia: Inventata dall'astronomo e teologo olandese Petrus Plancius nel 1613 e reintrodotta da Hevelius nel 1690. Questa costellazione rappresenta l'unicorno, animale mitologico dotato di un lungo corno in mezzo alla fronte. Probabilmente l'unicorno nacque come "mitizzazione" del ben più reale rinoceronte.




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