OCCHIO NUDO

 

Fino all'inizio del XVII secolo, le osservazioni del cielo venivano fatte ad occhio nudo. Le osservazioni astronomiche si limitavano a mappare, con la maggior precisione possibile, le posizioni dei corpi celesti (stelle, costellazioni ed alcuni pianeti) nei vari periodi del giorno del mese e dell’ anno.L’ occhio umano ha però delle grandi limitazioni nell’ osservazione del cielo:

cielonudo
  • Permette di stimare la distanza di oggetti vicini, ma non quella degli oggetti lontani come stelle e/o pianeti che appaiono tutti alla stessa distanza.
  • Anche gli oggetti più luminosi, posti a notevoli distanze, non vengono più rilevati mentre quelli meno luminosi od opachi non vengono rilevati nemmeno a distanze relativamente minori.

Le nostre pupille variano il proprio diametro a seconda delle condizioni di illuminazione: di giorno hanno un diametro di circa 2 mm e di notte possono raggiungere i 7mm. Tale comportamento si spiega con la maggiore o minore necessità che ha l’ occhio di catturare la luce per ottimizzare la visione degli oggetti. E’ quindi opportuno, prima di iniziare le osservazioni notturne, restare almeno mezz’ora al buio per consentire alla pupille di allargarsi in modo tale da poter catturare più luce possibile. In condizioni ottimali di visibilità, le stelle osservabili ad occhio nudo sono circa 3000 per ogni emisfero, quindi dal nostro pianeta si possono osservare circa 6000 stelle appartenenti tutte alla nostra galassia la Via Lattea.