BINOCOLO

 

Il binocolo (dal latino bi=due ed oculus=occhio) è il più semplice fra gli strumenti di osservazione, nonché il più comune. Grazie alla sua versatilità, viene impiegato per un gran numero di osservazioni, incluse quelle astronomiche. La caratteristica principale del binocolo è la presenza di due oculari, che rendono confortevole l 'osservazione degli oggetti e quindi anche delle stelle. Il maggiore pregio di questo strumento è la visione riposante e la sensazione di tridimensionalità che sono offerte dall’impiego contemporaneo dei due occhi.   imageInoltre, a differenza del telescopio, il binocolo restituisce l'immagine "dritta" e non capovolta, facilitando così l'orientamento. Ciò avviene per mezzo di prismi che possono essere disposti secondo due configurazioni dette rispettivamente di Porro ed a Tetto. La configurazione di Porro, che è la disposizione tradizionale, più usata e prevede che le lenti obiettive (quelle più lontane dall'occhio) non siano allineate con le lenti di uscita (quelle più vicine all’ occhio). I prismi riflettono la luce catturata dalla lente obiettiva ed attraverso un percorso ad S la trasportano fino alla lente di uscita. Un binocolo con prisma a Tetto, invece, allinea le lenti obiettive con le lenti di uscita ed è molto più stretto del promo. Per convenzione, su ogni binocolo, vengono riportati due numeri separati da "x" (esempio 7x49). Il primo numero rappresenta la potenza di ingrandimento, il secondo il diametro della lente obiettiva, in millimetri. Dal rapporto tra diametro della lente obiettiva e potenza di ingrandimento si ricava la "luminosità relativa": più è alto questo rapporto e migliore sarà l'utilizzo per gli usi notturni. Questo rapporto costituisce il diametro della piccola lente di uscita sull'oculare. Ad esempio, un binocolo 10x50 avrà una lente di uscita di 5 mm (dimensione dell'obiettivo diviso potenza di ingrandimento). Per ottenere la massima efficienza, il diametro di questa lente dovrebbe essere grande quanto quello della pupilla dell'occhio, che è pari a circa 7 mm in ambienti bui (in pieno giorno il diametro della pupilla scende a 2 mm). Questa dimensione è anche un modo per misurare la luminosità dell'immagine: tanto più larga la lente di uscita, tanta più luce raggiunge l'occhio. Quindi, due binocoli 10x50 e 8x40 hanno la stessa luminosità, nonostante l'ultimo abbia un ingrandimento minore. Tuttavia, una lente di uscita più larga della pupilla non comporta nessun ulteriore beneficio. La dimensione dei binocoli varia dai piccoli modelli 3x10 fino ai grossi modelli 20x80 o persino 20x140, passando per modelli comuni 7x50 o 10x50, per uso amatoriale in ambiente aperto. Nella navigazione sono comunemente usati modelli 4x30, 6x30, 7x35, 7x50, 8x40, 10x50. I più grandi binocoli sono in realtà come dei potenti telescopi, tanto che la loro forte potenza di ingrandimento rende necessario un montaggio fisso, come un treppiede, altrimenti i piccoli movimenti naturali della mano verrebbero amplificati troppo. Un limite indicativo sui binocoli che non necessitano di supporto fisso può essere 9x o 10x. Un'eccezione a questo è costituita dai binocoli con stabilizzatore di immagine, costruiti da diversi produttori. Con l'uso della stabilizzazione dell'immagine non è necessario un supporto fisso per binocoli fino a 20x. Inoltre, le immagini di binocoli comuni (8x-10x) sono notevolmente migliorate. I binocoli più comunemente posseduti sono i 10x50 o gli 8x40; se lo strumento è in ottimo stato, ossia non ha preso colpi e dunque le lenti sono perfettamente allineate, si può arrivare ad osservare stelle fino alla magnitudine 9,5 in un cielo perfettamente buio e in condizioni atmosferiche ottimali. Il binocolo consente di osservare un grande numero di oggetti tra i quali i principali ammassi aperti che nella gran parte dei casi vengono risolti in stelle; inoltre è possibile individuare alcune nebulose e anche ammassi globulari, sebbene questi appaiano come delle macchie chiare più luminose al centro, senza stelle. Notevole soddisfazione dà l'osservazione della Luna: col binocolo si evidenziano infatti un gran numero di crateri; se si osserva la Luna al primo o al terzo quarto, è pure possibile scorgere lungo il tratto di penombra le irregolarità dei rilievi attorno ai crateri, poiché qui il bordo illuminato diventa irregolare a causa delle diverse elevazioni. L'osservazione dei pianeti è quella che, fra tutte, rischia di dare meno soddisfazione: spesso questi appaiono come dei semplici puntini luminosi. Se si possiede una mano molto ferma, o se si ha la possibilità di fermare il binocolo, si può evidenziare, fissando Venere, una piccola falce simile ad una mezzaluna molto ridotta; questo effetto è dovuto al fatto che Venere è un pianeta interno rispetto alla Terra, dunque non mostra mai una faccia completamente illuminata dal Sole. Un altro pianeta interessante da osservare con questo strumento è Giove, perché, nonostante esso sembri privo di particolari, si evidenziano con facilità alcuni dei suoi satelliti, che appaiono simili a minuscole stelline disposte lungo il prolungamento del piano equatoriale del pianeta.