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Il cielo nel mese di Marzo
Costellazioni
Il cielo di marzo è dominato dalla figura del Leone e dall'asterismo del Grande Carro.
La Via Lattea invernale si sposta sempre più verso occidente, lasciando il posto ad un'area con bassa densità di stelle. Orione e Cane Maggiore sono sempre più basse sull'orizzonte, sostituite a sud dalla costellazione del Leone, la cui presenza indica l'arrivo prossimo della primavera, e dall'Idra, quest'ultima tanto grande quanto poco appariscente.
Rasente l'orizzonte meridionale, si intravedono alcune stelle appartenenti alla costellazione australe delle Vele, una volta parte della grande costellazione della Nave Argo.
Ad est, sono evidenti due stelle luminose: una, dal colore rosso arancio vivo, è Arturo, nella costellazione del Boote; più a sud, Spiga, la stella più brillante della Vergine, costellazione in cui è possibile osservare un grandissimo numero di galassie in virtù della presenza entro i suoi confini dell'omonimo ammasso galattico. Queste due stelle, insieme con Denebola (β Leonis), costituiscono l'asterismo del Triangolo di Primavera.
A nord, il Grande Carro si mostra a pochi gradi dallo zenit, disposto "capovolto" alle latitudini italiane; sempre osservabili, basse sull'orizzonte nord, le due figure di Cefeo e Cassiopea.
Verso ovest, domina ancora la figura di Orione e dei Gemelli, la stella Sirio e la costellazione del Toro.
Osservando il cielo oltre le prime ore della notte, sarà visibile a nord-est la brillante stella Vega, che sarà dominante nei prossimi mesi estivi e inizio-autunnali.
Oggetti notevoli
Il mese è propizio per l'osservazione dei seguenti oggetti celesti, visibili anche con un piccolo binocolo:
- M 35, un ammasso aperto nei Gemelli;
- M 41, un ammasso aperto nel Cane Maggiore;
- la Nebulosa di Orione (M 42), nell'omonima costellazione;
- l'Ammasso del Presepe (M 44), nel Cancro;
- l'Ammasso Doppio h+χ Per, in Perseo;
- M 47, un ammasso aperto nella Poppa;
- M 101, una galassia spirale nell'Orsa Maggiore
- la Galassia Sombrero (M 104), una galassia spirale nella Vergine;
- M 13, un brillante ammasso globulare nella costellazione di Ercole;
- M 5, un ammasso globulare visibile nella costellazione del Serpente.
Mappa del cielo nel mese di Marzo.
La carta celeste è regolata per il fuso orario UTC/GMT +1 alle ore 23.00 ed alla latitudine di 42°N che corrisponde all’ incirca con Roma, ma è consultabile, senza apprezzabili differenze, dalla fascia compresa fra 47°N e 37°N. e quindi ricopre l’ intero territorio Italiano.
Nota: il transito della Luna e dei pianeti non sono riportati.
Nelle carte sono presenti anche i simboli degli oggetti principali, contraddistinti da diversi colori:
- giallo per gli ammassi (cerchio giallo per gli ammassi aperti, con una croce per gli ammassi globulari).
- verde per le nebulose (cerchio verde per le nebulose planetarie, quadrato o irregolare per le nebulose diffuse).
- rosso per le galassie.
Fonte: Wikipedia
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Il cielo nel mese di Febbraio
Costellazioni
Il cielo di febbraio appare dominato dal celeberrimo asterismo del Grande Carro e dalla figura del Leone.
Le costellazioni che erano state dominanti nei mesi scorsi ora appaiono sempre più basse verso occidente, e vengono pian piano rimpiazzate da nuove; i grandi e luminosi asterismi dell'inverno vengono così a lasciare un vuoto, in particolare verso sud, in direzione della grandissima costellazione dell'Idra e di altre piccole costellazioni di difficile individuazione, come la Bussola e la Macchina Pneumatica.
La figura del Leone, sempre più alta verso sud, preannuncia da secoli l'arrivo sempre più imminente della primavera. Ad ovest di questo, la debole costellazione del Cancro si individua grazie al suo oggetto più notevole, il Presepe.
Ad est, la brillante stella Arturo si mostra col suo colore rossastro; più a sud, si intravede Spica, la brillante stella alfa della Vergine, che porta con sé un grandissimo numero di galassie osservabili anche con piccoli strumenti amatoriali.
A nord, il Grande Carro si mostra alto sull'orizzonte, disposto "capovolto" alle latitudini italiane; sempre osservabili, basse sull'orizzonte nord, le due figure di Cefeo e Cassiopea.
Verso ovest, domina ancora la figura di Orione e dei Gemelli, la stella Sirio (con l'asterismo del Triangolo Invernale) e la costellazione del Toro, nelle cui vicinanze si scorge anche l'Auriga.
Oggetti notevoli
Il mese è propizio per l'osservazione dei seguenti oggetti celesti, visibili anche con un piccolo binocolo:
- l'Ammasso Doppio h+χ Per, in Perseo;
- M 101, una galassia spirale nell'Orsa Maggiore;
- la Galassia di Andromeda (M 31), nell'omonima costellazione;
- la Galassia del Triangolo (M 33), nell'omonima costellazione;
- le Pleiadi (M 45), nella costellazione del Toro;
- M 35, un ammasso aperto visibile nella costellazione dei Gemelli;
- M 36, un ammasso aperto visibile nella costellazione dell'Auriga;
- M 37, un ammasso aperto visibile nella costellazione dell'Auriga;
- M 38, un ammasso aperto visibile nella costellazione dell'Auriga;
- La Nebulosa di Orione (M 42), visibile ad est nella costellazione di Orione;
- M 41, un ammasso aperto visibile nella costellazione del Cane Maggiore;
- l' Ammasso del Presepe (M 44), visibile in direzione della costellazione del Cancro.
Mappa del cielo nel mese di Febbraio.
La carta celeste è regolata per il fuso orario UTC/GMT +1 alle ore 23.00 ed alla latitudine di 42°N che corrisponde all’ incirca con Roma, ma è consultabile, senza apprezzabili differenze, dalla fascia compresa fra 47°N e 37°N. e quindi ricopre l’ intero territorio Italiano.
Nota: il transito della Luna e dei pianeti non sono riportati.
Nelle carte sono presenti anche i simboli degli oggetti principali, contraddistinti da diversi colori:
- giallo per gli ammassi (cerchio giallo per gli ammassi aperti, con una croce per gli ammassi globulari).
- verde per le nebulose (cerchio verde per le nebulose planetarie, quadrato o irregolare per le nebulose diffuse).
- rosso per le galassie.
Fonte: Wikipedia
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Il cielo nel mese di Gennaio
Costellazioni
Il cielo di gennaio appare dominato dalla grande figura di Orione, dalla stella Sirio e dall'asterismo del Triangolo Invernale.
Sirio, la stella più brillante del cielo.
Orione è in assoluto la protagonista del cielo: la sua caratteristica forma a clessidra, le tre stelle allineate della cintura e la sua posizione a cavallo dell'equatore celeste ne fanno il punto di riferimento per gli osservatori del cielo di tutto il mondo.
Prolungando in direzione sud-est la linea tracciata dalle tre stelle della cintura si giunge a Sirio, la stella più luminosa dell'intera volta celeste; questa stella, assieme a Betelgeuse e Procione, un astro notevole nella costellazione del Cane Minore, costituisce il Triangolo Invernale. A sud di Sirio, il corpo del Cane Maggiore è segnato da una catena di stelle che prosegue verso sud-est, terminando in un triangolo. Più a sud, la parte posteriore dell'antica Nave Argo, la Poppa, è ricchissima di ammassi aperti.
A nord del Triangolo Invernale si evidenzia bene la costellazione dei Gemelli, le cui stelle sono disposte secondo un rettangolo inclinato verso nord-est, quasi a voler "sfuggire" dal gruppo di stelle di Orione. Ad nord-ovest di quest'ultimo, in alto nel cielo, si estendono il Toro e l'Auriga.
Ad est, la brillante stella Arturo inizia a mostrarsi, rasente l'orizzonte col suo colore rossastro, che i bassi strati atmosferici fanno virare sul giallo-arancio; sale inoltre la figura del Leone, di forma trapezoidale, con la brillante Regolo sulla parte sud-ovest. Il campo a sud-est appare invece privo di stelle, in direzione della grandissima Idra e di altre costellazioni minute.
In direzione nord, il Grande Carro inizia ad elevarsi sull'orizzonte, disponendosi quasi verticalmente, mentre al suo crescere segue, dalla parte opposta alla Stella Polare, il declino di Cassiopea. Cefeo raggiunge invece il punto più basso sull'orizzonte settentrionale, ma senza tramontare.
Verso ovest, la tortuosa costellazione di Eridano declina sempre più sull'orizzonte, lasciando ad ovest di Orione un'area priva di stelle appariscenti.
Oggetti notevoli
Il mese è propizio per l'osservazione dei seguenti oggetti celesti, visibili anche con un piccolo binocolo:
- l'Ammasso Doppio h+χ Per, in Perseo;
- M 101, una galassia spirale nell'Orsa Maggiore;
- la Galassia di Andromeda (M 31), nell'omonima costellazione;
- la Galassia del Triangolo (M 33), nell'omonima costellazione;
- le Pleiadi (M 45), nella costellazione del Toro;
- M 35, un ammasso aperto visibile nella costellazione dei Gemelli;
- M 36, un ammasso aperto visibile nella costellazione dell'Auriga;
- M 37, un ammasso aperto visibile nella costellazione dell'Auriga;
- M 38, un ammasso aperto visibile nella costellazione dell'Auriga;
- la Nebulosa di Orione (M 42), visibile ad est nell'omonima costellazione;
- M 41, un ammasso aperto visibile nella costellazione del Cane Maggiore;
- l' Ammasso del Presepe (M 44), visibile in direzione della costellazione del Cancro.
Sciami meteorici visibili nel mese
| Nome | Periodo dell'anno | Giorno ottimale | Ora (TU) |
|---|---|---|---|
| Quadrantidi | gen 01-05 | gen 03 | 23.00 |
Mappa del cielo nel mese di Gennaio.
La carta celeste è regolata per il fuso orario UTC/GMT +1 alle ore 23.00 ed alla latitudine di 42°N che corrisponde all’ incirca con Roma, ma è consultabile, senza apprezzabili differenze, dalla fascia compresa fra 47°N e 37°N. e quindi ricopre l’ intero territorio Italiano.
Nota: il transito della Luna e dei pianeti non sono riportati.
Nelle carte sono presenti anche i simboli degli oggetti principali, contraddistinti da diversi colori:
- giallo per gli ammassi (cerchio giallo per gli ammassi aperti, con una croce per gli ammassi globulari).
- verde per le nebulose (cerchio verde per le nebulose planetarie, quadrato o irregolare per le nebulose diffuse).
- rosso per le galassie.
Fonte: Wikipedia
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Il cielo nel mese di Dicembre
Costellazioni
Il cielo di dicembre è dominato, a sud, dalla grande e luminosa costellazione di Orione, dalla luminosa stella Sirio e dall'asterismo del Triangolo Invernale.
Orione è in assoluto la protagonista del cielo: la sua caratteristica forma a clessidra, le tre stelle allineate della cintura e la sua posizione a cavallo dell'equatore celeste, ne fanno il punto di riferimento per gli osservatori del cielo di tutto il mondo. Proseguendo a sud-est lungo la linea della cintura, si arriva a Sirio, la stella più luminosa dell'intera volta celeste; a completare il triangolo Sirio-Betelgeuse è Procione, un astro notevole nella costellazione del Cane Minore. A sud di Sirio, il corpo del Cane Maggiore è segnato da una catena di stelle che prosegue verso sud-est, terminante in un triangolo. Più a sud, la parte posteriore dell'antica Nave Argo, la Poppa, è ricchissima di ammassi aperti.
Il Triangolo Invernale, una delle figure più caratteristiche del cielo di dicembre.
A nord del Triangolo Invernale, si evidenzia bene la costellazione dei Gemelli, le cui stelle sono disposte a rettangolo, inclinato verso nord-est, quasi a voler "sfuggire" dal gruppo di stelle di Orione. Ad nord-ovest di quest'ultimo, in alto nel cielo, si estendono il Toro e l'Auriga.
Ad est inizia ad intravedersi la figura del Leone, a forma di trapezio, con la brillante Regolo sulla parte sud-ovest. Il campo a sud-est si fa invece privo di stelle, in direzione della grandissima Idra e di altre costellazioni minute.
A nord, il Grande Carro inizia ad elevarsi sull'orizzonte, così inizia ad apparire "verticale", mentre al suo crescere segue, dalla parte opposta alla Stella Polare, il declino di Cefeo e di Cassiopea.
Verso ovest, ancora si rende visibile dopo il tramonto Fomalhaut, la brillante stella Alfa del Pesce Australe, e la Balena, così come il Quadrato di Pegaso, dominante nei cieli di inizio e metà autunno. A sud-ovest di Orione, si snoda la tortuosa costellazione di Eridano, che termina con la brillantissima stella Achernar, al di sotto dell'orizzonte osservabile dall'Italia. Con il Cigno tramonta l'ultima delle costellazioni che hanno dominato i cieli dell'estate.
Per chi avesse la possibilità di oltrepassare la linea del Tropico del Cancro durante le vacanze di Natale, potrebbe essere interessante osservare il cielo notturno in direzione sud, dove oltre alla già citata Achernar, sarebbero visibili le Nubi di Magellano, due galassie satelliti della Via Lattea, entrambe dall'aspetto simile a due frammenti della Via Lattea: la Piccola Nube si individua 15 gradi a sud di Achernar, mentre la Grande Nube è ben visibile una ventina di gradi a sud della brillantissima Canopo, la seconda stella più luminosa del cielo, individuabile a sua volta 35 gradi a sud di Sirio.
Oggetti notevoli
Il mese è propizio per l'osservazione dei seguenti oggetti celesti, visibili anche con un piccolo binocolo:
- l'Ammasso Doppio h+χ Per, in Perseo;
- M 101, una galassia spirale nell'Orsa Maggiore;
- la Nebulosa Elica (NGC 7293), la nebulosa planetaria più brillante del cielo, visibile nell'Aquario;
- la Galassia di Andromeda (M 31), nell'omonima costellazione;
- la Galassia del Triangolo (M 33), nell'omonima costellazione;
- le Pleiadi (M 45), nella costellazione del Toro;
- M 35, un ammasso aperto visibile nella costellazione dei Gemelli;
- M 36, un ammasso aperto visibile nella costellazione dell'Auriga;
- M 37, un ammasso aperto visibile nella costellazione dell'Auriga;
- M 38, un ammasso aperto visibile nella costellazione dell'Auriga;
- la Nebulosa di Orione (M 42), visibile ad est nella costellazione dell'omonima costellazione;
- M 41, un ammasso aperto visibile nella costellazione del Cane Maggiore;
- l'Ammasso del Presepe (M 44), visibile in direzione della costellazione del Cancro.
Sciami meteorici visibili nel mese
| Nome | Periodo dell'anno | Giorno ottimale | Ora (TU) |
|---|---|---|---|
| Monocerontidi | nov 27-dic 17 | dic 10 | 22.00 |
| Geminidi | dic 03-19 | dic 14 | 21.00 |
| Ursidi | dic 17-25 | dic 22 | 22.00 |
Mappa del cielo nel mese di Dicembre.
La carta celeste è regolata per il fuso orario UTC/GMT +1 alle ore 23.00 ed alla latitudine di 42°N che corrisponde all’ incirca con Roma, ma è consultabile, senza apprezzabili differenze, dalla fascia compresa fra 47°N e 37°N. e quindi ricopre l’ intero territorio Italiano.
Nota: il transito della Luna e dei pianeti non sono riportati.
Nelle carte sono presenti anche i simboli degli oggetti principali, contraddistinti da diversi colori:
- giallo per gli ammassi (cerchio giallo per gli ammassi aperti, con una croce per gli ammassi globulari).
- verde per le nebulose (cerchio verde per le nebulose planetarie, quadrato o irregolare per le nebulose diffuse).
- rosso per le galassie.
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Esopianeti
Profondo universo
Già Giordano Bruno, nel 1584, con la pubblicazione “De l’infinito, universo e mondi” avanzava la possibilità che ogni stella potesse possedere un proprio sistema planetario.
Per avere la prima, controversa, rilevazione di un pianeta orbitante attorno ad una stella diversa dal nostro Sole bisognò aspettare fino al 1988, anno in cui un team di astronomi canadesi annunciò la scoperta di un oggetto extrasolare nella costellazione del Cefeo, identificandolo come un esopianeta orbitante attorno alla stella "Gamma Cephe", a circa 45 anni luce di distanza dalla Terra. Sfortunatamente le misurazioni non erano abbastanza precise da costituire una prova scientifica solida a conferma della scoperta e soltanto nel 2002 un altro team di astronomi del “Planetary Systems and their Formati on Workshop” stabilì con certezza che l’oggetto in questione fosse un pianeta noto oggi con il nome di Tadmor (noto anche come “ Arlrai ab” e “Gamma Cephei Ab”).
Oggi, grazie a nuovi telescopi spaziali come lo Spitzer Space Telescope della NASA in orbita dal 2003, sappiamo con certezza dell’esistenza di almeno 6000 pianeti extra-solari (dati che sono in continuo aggiornamento). Altri circa 8000 sono probabili candidati in attesa di conferma definitiva.
Sono stati individuati anche probabili pianeti interstellari che non risultano gravitazionalmente legati ad alcuna stella e che vagano dispersi nello spazio interstellare (nei prossimi anni potrebbero arrivare delle conferme). Quest’ ultimi non possono essere classificati nemmeno come “Pianeti” in quanto l’ attuale definizione di “pianeta” implica la presenza di una stella alla quale, un pianeta, risulta legato da attrazione gravitazionale.
Nel 18 Aprile 2018 è stato messo in orbita il satellite spaziale Transiting Exoplanet Survey (TESS), progettato nell'ambito del programma Explorer della NASA, il cui scopo è la ricerca di pianeti extrasolari usando il metodo fotometrico del transito. Ad oggi ha già scoperto quasi un centinaio di esopianeti i cui dati sono allo studio.
Grandi aspettative sta generando il telescopio spaziale James Webb (James Webb Space Telescope, JWST). Si tratta di un importante osservatorio spaziale realizzato grazie alla collaborazione dalle agenzie spaziali NASA (Americana), ESA (Europea) e CSA (Canadese).
Di fatto rappresenta il degno successore del telescopio spaziale Hubble. Il suo specchio segmentato di 6,5 metri (18 segmenti) raccoglie quasi sei volte più luce di Hubble ed è stato progettato per funzionare con luce infrarossa. Questo telescopio potrà fornire preziose informazioni sulle prime galassie formatesi dopo il big-beng e consentirà di approfondire lo studio degli esopianeti.
Dispone di strumenti scientifici all'avanguardia: telecamere, spettrografi e sensori all’ infrarosso. Il lancio in orbita è stato effettuato il 25 dicembre 2021 tramite un razzo Ariane 5 ECA dallo spazioporto europeo nella Guyana francese. Dopo un mese si è posizionato a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, in un'orbita attorno al secondo punto di Lagrange (L2) del sistema Sole-Terra ed ha iniziato ad inviare le sue prime immagini che già sono allo studio dei nostri scienziati astrofisici ed astronomi. Studi che però richiederanno molto tempo prima di avere i primi risultati certi.
Lo studio dei pianeti extrasolari ha forti motivazioni scientifiche, tra le quali ne citiamo due:
- Mettere alla prova modelli di formazione ed evoluzione di sistemi planetari in un gran numero di sistemi extrasolari (il Sistema Solare potrebbe non essere rappresentativo dei sistemi planetari).
- Identificare pianeti in "zone di abitabilità" dove sussistono condizioni fisiche atte a sostenere la vita.
I metodi di rivelazione di pianeti extrasolari sono sostanzialmente due: diretti ed indiretti
Metodi diretti
Consistono nel produrre una immagine diretta del pianeta( in inglese” direct imaging”).
In questo metodo si includono tutte le tecniche che permettono di osservare direttamente al telescopio un esopianeta.
L' individuazione diretta di pianeti extrasolari risulta estremamente difficile in quanto i pianeti hanno solitamente una luminosità, dovuta alla luce riflessa della stella, circa un milione di volte inferiore a quella della stella stessa. Inoltre, la maggiore luminosità della stella causa un bagliore che tende a coprire la luce debolmente riflessa dai pianeti che vi orbitano attorno (tecnicamente chiamato “contrasto di luminosità”).
Va aggiunto che gli esopianeti si trovano in sistemi stellari distanti anni-luce da noi e quindi la “separazione angolare” che separa la stella dai pianeti risulta estremamente piccola, nell’ ordine dei frazioni di “secondi d’ arco” valore decisamente inferiore al “seeing” introdotto dall’ atmosfera terrestre.
Ne deriva che per poter osservare esopianeti occorrono potentissimi telescopi equipaggiati con particolari strumenti a largo contrasto come lo SPHERE del Very Large Telescope (VLT) o in alternativa occorre portarsi al di fuori dell’ atmosfera terrestre con telescopi spaziali.
Con il “metodo diretto” si riescono ad osservare soprattutto pianeti relativamente grandi (dimensioni gioviane) e/o pianeti che ruotano a maggior distanza dalla stella (maggiore separazione angolare). Per aumentare la separazione angolare vengono usate anche tecniche “interferometriche” mentre per diminuire il “contrasto di luminosità” vengono usate tecniche per oscurare la stella (Coronografia “Occulters”) e filtri all’ infrarosso.
Tramite i “metodi diretti” si ricavano anche informazioni orbitali (con la III legge di Keplero) e la temperatura del pianeta ( tramite il colore misurato con analisi fotometrica).
Metodi indiretti
Sostanzialmente riconducibili a 2 effetti che il pianeta induce sulla stella ospite nel suo moto di rotazione attorno ad essa.
- Perturbazione gravitazionale : questo effetto, in inglese “reflex motion” causa una variazione dell’ orbita della stella che la porta ad orbitare attorno ad un punto chiamato “centro di massa comune”.
La legge di “gravitazione universale” insegna che tali perturbazioni variano in funzione della massa del pianeta e della distanza che lo separa dalla stella. - Variazione di luminosità : si ha quando un pianeta transita nel campo visivo di una stella interponendosi tra stella ed osservatore.
Modi indiretti basati su perturbazioni gravitazionali
- Metodo del timing di pulsars
Si utilizza l’estrema regolarità temporale degli impulsi emessi da “pulsar” nella banda radio. Le “Pulsar” sono stelle di neutroni che hanno un periodo velocissimo di rotazione anche nell’ ordine di millisecondi.
Il metodo consiste nel cercare le variazioni nel tempo di arrivo degli impulsi, generate dalle perturbazione del moto della stella di neutroni indotte da pianeti orbitanti attorno ad essa. Variazioni periodiche indicano l’ esistenza di un pianeta di cui si ricava il periodo orbitale ed indicazioni circa la sua massa.
Questo metodo consente di rilevare pianeti anche molto piccoli ma di contro solo quelli che ruotano attorno a stelle dello stesso tipo cioè “Pulsar”.
- Metodo delle velocità radiali (Metodo Doppler)
Sfrutta il fatto che quando una sorgente luminosa si avvicina o si allontana rispetto all’ osservatore, la lunghezza d’onda osservata cambia. La variazione di lunghezza d’onda, determinata dall’effetto Doppler può essere misurato con gli spettrografi.
Quando la stella si allontana lo spettro subirà uno spostamento verso il rosso, viceversa verso il blu.
Lo spostamento periodico indica la presenza di un pianeta del quale si ricavano periodo di rotazione e una stima della massa, quest’ ultima in quanto è un effetto legato ad azione gravitazionale.
E’ la tecnica più usata e ha consentito sinora di trovare il maggior numero di esopianeti.
Un limite di questo metodo consiste nel fatto che non tutti i pianeti ruotano in un piano parallelo a quello dell’osservatore inquanto le velocità radiali non si sviluppano per quei pianeti che ruotano in un piano pressapoco perpendicolare a quello d’ osservazione.
- Metodo astrometrico
Consiste nella misurazione accurata delle oscillazioni del moto della stella attorno al "centro comune di massa" del sistema stella-pianeta.
Allo scopo si utilizzando telescopi ottici ad alta risoluzione nella banda dell’ infrarosso, nella quale il contributo di luminosità del pianeta risulta maggiore. Tramite analisi spettroscopica si può riuscire a separare il flusso luminoso della stella da quello riflesso dal pianeta.
Con questo metodo, rispetto agli altri due visti prima, si ha una maggiore precisione quando il piano di rotazione del pianeta attorno alla stella è perpendicolare al piano di osservazione.
Dalle oscillazioni della stella si ricavano parametri orbitali e una stima della massa e distanza del pianeta.
Modi indiretti basati su variazioni di luminosità
- Metodo dei transiti
- Microlensing gravitazionale
Avviene nella fase dei transiti, quando cioè il pianeta transita davanti alla stella trovandosi interposto tra la stella e l’ osservatore.
In questa fase una piccola quantità di luce (nell’ ordine del 0,0002 %) emessa dalla stella viene assorbita dal pianeta. Tale quantità viene misurata da fotometri di precisione ed è proporzionale al diametro del pianeta. Dall’ intervallo dei transiti successivi si ricava anche il periodo orbitale.
Con questo metodo si rilevano pianeti anche molto piccoli (di tipo terrestre) mentre un grosso limite di questo metodo è dovuto al fatto non tutte le orbite dei pianeti extrasolari giacciono sullo stesso piano dell’ osservatore.
Se il piano delle orbite è molto inclinato o addirittura perpendicolare a quello dell’ osservatore , il transito non avviene di conseguenza non si avverte alcuna variazione luminosità.
Si ha quando una stella con un pianeta attraversa la visuale di una stella di fondo.
In tale caso la stella con pianeta agisce da lente gravitazionale su quella di fondo la quale mostra un aumento di luminosità.
Se la configurazione geometrica lo consente, il pianeta che orbita attorno alla prima stella può amplificare l’effetto “lente gravitazionale” nel corso del suo percorso orbitale.
In tal caso, la stella di fondo, mostra una breve intensificazione di luminosità che si sovrappone al profilo di emissione della sua curva di luce.
Con questo metodo si misura direttamente massa e raggio del pianeta. Il grosso limite è che questi eventi sono unici ed impossibile da prevedere..

