Meteore o meteoriti

Il sistema solare






Meteore o meteoriti

Lo spazio, apparentemente vuoto, che circonda i pianeti del sistema solare nasconde invece una moltitudine di piccoli corpi celesti per lo più frammenti di asteroidi e comete.
meteoriti Lo spazio, apparentemente vuoto, che circonda i pianeti del sistema solare nasconde invece una moltitudine di piccoli corpi celesti per lo più frammenti di asteroidi e comete. La maggior parte sono residui di comete con dimensioni micrometriche o millimetriche, normalmente legati a sciami ben definiti e vengono chiamati meteore. Altri, probabilmente frammenti di asteroidi, dal diametro di alcuni centimetri ad alcuni metri e di origine pietrosa o ferrosa, sotto l' azione della gravità, entrano in traiettoria di collisione con i pianeti dove finiscono per impattare.
Quest' ultimi vengono definiti meteoriti. Basta osservare la superficie lunare per vedere i segni evidenti di impatti meteorici che il nostro satellite, non avendo alcuna protezione atmosferica, ha avuto e continua ad avere nel corso degli anni. meteoriti
Fortunatamente il nostro pianeta possiede una densa atmosfera per cui, questi corpi penetrandovi alla velocità di alcune decine di km/s , si incendiano a causa dell’attrito con l’aria riducendosi notevolmente di peso e volume in pochi secondi. Possono comunque impattare al suolo ma essendo solo circa il 5% della superficie terrestre abitata dall' uomo, la probabilità che causino danni a cose e persone è davvero scarsa.
Le meteore invece, essendo di piccole dimensioni, nell' attraversare l' atmosfera terrestre bruciano completamente autodistruggendosi.
Se ciò avviene di notte il risultato visibile è una bellissima scia luminosa che nel linguaggio comune viene chiamata anche stella cadente. image
Quando la Terra, nel percorrere la sua orbita intorno al sole, attraversa settori di cielo che precedentemente sono stati attraversati da comete, si può osservare il fenomeno dei sciami meteorici e cioè una caduta di meteore (con frequenza maggiore di 10 per ora) provenienti da settori di cielo ben delimitati detti radianti.
Frammenti con diametri maggiori, chiamati bolidi, emettono una intensa luminosità (magnitudine superiore a -4 ) e se si avvicinano sufficientemente al suolo terrestre (entro 50 km) è possibile udire addirittura un rumore simile ad un sibilo o un tuono. Ovviamente il rumore viene udito con un certo ritardo a causa della diversa velocità, nell' aria, del suono e della luce (così come avviene per fulmini e tuoni durante un temporale).
La velocità con cui una particella che viaggia nello spazio entra nell’ atmosfera terrestre dipende dalla sua velocità intrinseca, pari o inferiore a 42 Km/s che è la velocità di fuga del sistema solare ( se fosse superiore, sappiamo che fuggirebbe dal sistema solare), nonché dalla sua direzione rispetto al movimento di rivoluzione della Terra.
La velocità di rivoluzione della Terra attorno al Sole è di circa 30 Km/s ; tale velocità viene sottratta se il corpo proviene dalla stessa direzione della Terra, viene sommata se proviene dalla direzione opposta (scontro frontale). Di conseguenza una meteorite può entrare nell’ atmosfera terrestre con una velocità compresa tra 12 e 71 Km/s.
In base alle sue dimensioni può essere più o meno rallentato dall’ atmosfera terrestre. image
La massa di materiale meteorico che ogni giorno colpisce la Terra è compresa tra 1.000 e 10.000 tonnellate ed e dovuta principalmente a micro meteoriti per lo più invisibili e che hanno un diametro inferiore a 0,1 mm.. La massa di bolidi e grossi meteoriti ammonta a circa 1 tonnellata al giorno.
Dal punto di vista strutturale i meteoriti vengono suddivisi in ferrosi e petrosi
Quelli ferrosi, anche detti “sideriti” sono costituiti essenzialmente da ferro e nichel mentre quelli petrosi, detti anche “aeroliti” sono costituiti principalmente da ossigeno, ferro, silicio e magnesio. Quest’ ultimi vengono ulteriormente suddivisi in “condriti” ed “acondriti” a seconda della presenza più o meno delle “condrule” che sono piccole formazioni globulari di 1 mm circa, costituite da diversi silicati come “olivina” e “pirosseni”.
Nei ritrovamenti meteorici quelli petrosi sono di gran lunga più numerosi. Una caratteristica comune a tutti i meteoriti è la presenza di una “crosta di fusione” dovuta al surriscaldamento conseguente all’ attraversamento dell’ atmosfera terrestre.



TABELLA : Principali sciami meteorici


Nome

Periodo dell'anno

Giorno ottimale

Ora
(TU)

Quadrantidi

gen 01-05

gen 03

23.00

Virginidi

mar 31-mag 13

apr 18

22.00

Libridi

mag 01-09

mag 05

23.30

Lyridi giugno

giu 09-24

giu 16

21.00

Ophiuchidi

giu 02-lug 02

giu 19

21.30

Aquilidi

mag 02-lug 20

giu 19

21.00

Corvidi

giu 25-lug 03

giu 27

21.00

Pegasidi

lug 07-13

lug 11

20.30

Cygnidi (UAI)

lug 25-31

lug 28

20.30

Cassiopeidi

lug 29-ago 13

ago 10

21.00

Bootidi

ago 01-20

ago 10

20.00

Perseidi alpha

ago 07-24

ago 12

21.00

Camelopardidi

ago 11-16

ago 13

20.00

Piscidi sud

ago 31-ott 30

set 18

21.00

Orionidi

ott 19-29

ott 22

00.00

Tauridi nord

set 19-dic 05

nov 14

20.00

Leonidi

nov 14-20

nov 18

01.00

Bielidi (AND)

nov 15-dic 06

nov 27

19.00

Monocerontidi

nov 27-dic 17

dic 10

22.00

Geminidi

dic 03-19

dic 14

21.00

Ursidi

dic 17-25

dic 22

22.00



Alcuni meteoriti impattati sul nostro pianeta


meteoriti impattati


" Meteor-Crater" è un grande cratere meteoritico situato in Arizona (Stati Uniti). Largo circa 1.200 metri e profondo 170 metri è stato generato 49.000 anni fa dall'impatto di una meteorite del diametro di circa 46 metri.

meteoriti impattati


Meteorite sfuggente



L'unico caso noto di una meteorite che entrò nell'atmosfera della Terra e ne riuscì è quello dell’oggetto del 10 agosto 1972.
Pare che essa si sia avvicinata alla ad una velocità relativa di 10 km/s, che aumentò a 15 km/s in conseguenza dell’accelerazione di gravità. L’oggetto entrò nell’atmosfera con una angolazione molto stretta diventando visibile all’altezza di 76 km al di sopra dello Utah e raggiunse il punto più vicino al suolo a 58 km al di sopra del Montana. Qindi cominciò a risalire e divenne invisibile a poco più di 100 km sopra la provincia canadese di Alberta, dopo un periodo di visibilità di 1 minuto 41 secondi.
La sua magnitudine apparente fu stimata, da testiimoni oculari, ad almeno -15m e il diametro dell’ oggetto potrebbe essere stato anche di circa 80 metri.
Dopo essere emersa dall’atmosfera terrestre, la meteorite rientrò in un’orbita solare, anche se senza dubbio in qualche misura modificata da questo incontro, ed è presumibile che stia ancora orbitando attorno al Sole.

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