Osservare ad occhio nudo

 

Strumenti di osservazione

 



 

 

Fino all'inizio del XVII secolo, le osservazioni del cielo venivano fatte ad occhio nudo. Le osservazioni astronomiche si limitavano a mappare, con la maggior precisione possibile, le posizioni dei corpi celesti (stelle, costellazioni ed alcuni pianeti) nei vari periodi del giorno del mese e dell’ anno.L’ occhio umano ha però delle grandi limitazioni nell’ osservazione del cielo:

cielonudo
  • Permette di stimare la distanza di oggetti vicini, ma non quella degli oggetti lontani come stelle e/o pianeti che appaiono tutti alla stessa distanza.
  • Anche gli oggetti più luminosi, posti a notevoli distanze, non vengono più rilevati mentre quelli meno luminosi od opachi non vengono rilevati nemmeno a distanze relativamente minori.

Le nostre pupille variano il proprio diametro a seconda delle condizioni di illuminazione: di giorno hanno un diametro di circa 2 mm e di notte possono raggiungere i 7mm. Tale comportamento si spiega con la maggiore o minore necessità che ha l’ occhio di catturare la luce per ottimizzare la visione degli oggetti. E’ quindi opportuno, prima di iniziare le osservazioni notturne, restare almeno mezz’ora al buio per consentire alla pupille di allargarsi in modo tale da poter catturare più luce possibile. In condizioni ottimali di visibilità, le stelle osservabili ad occhio nudo sono circa 3000 per ogni emisfero, quindi dal nostro pianeta si possono osservare circa 6000 stelle appartenenti tutte alla nostra galassia: la Via Lattea.
Le stelle visibili ad occhio nudo furono classificate dall' astronomo greco Tolomeo (anno 100 circa d.C.) con una scala di luminosità , detta magnitudine apparente, compresa tra 1 (per le stelle più luminose) e 6 (per quelle meno luminose).
Più che le singole stelle, nella visione ad occhio nudo, è bello ammirare le molteplici combinazioni dette "asterismi o costellazioni" che esse formano nel cielo e un pò come le varie forme che talvolta assumono le nuvole, hanno scatenato la fantasia degli astronomi del passato che le anno identificate con animali, personaggi, oggetti ed altro ancora.
Oggi l'Unione Astronomica Internazionale (IAU) divide il cielo in 88 costellazioni ufficiali con confini precisi, di modo che ogni punto della sfera celeste appartenga ad una ed una sola costellazione. Le costellazioni visibili dall' emisfero boreale sono basate principalmente su quelle della tradizione dell'Antica Grecia, e i loro nomi richiamano figure mitologiche come Pegaso o Ercole; quelle visibili dall' emisfero australe sono state invece battezzate in età illuministica ed i loro nomi sono spesso legati ad invenzioni del tempo, come l'Orologio o il Microscopio.
Oltre alle stelle, nelle notti più buie, si possono anche intravedere la Galassia di Andromeda (emisfero nord) e le due Nubi di Magellano (emisfero sud) che appaiono però come piccoli e deboli aloni chiari nel cielo notturno.Oltre alle stelle, si possono osservare alcuni pianeti del nostro Sistema Solare che ordinati per luminosità decrescente sono: Venere, Giove, Saturno, Marte, Mercurio e Urano. Venere è anche l'astro più luminoso del cielo (dopo il Sole e la Luna) ma, come Mercurio, è visibile soltanto alle prime ore dell' alba e del tramonto, essendo pianeti interni e cioè si trovano tra la Terra e il Sole. Marte si distingue anche per il suo colore rosso-arancio, da cui la denominazione di "Pianeta Rosso".
Sempre ad occhio nudo, talvolta, è possibile ammirare rare e splendide comete ed anche stelle cadenti che in certi periodi dell'anno si manifestano numerose dando vita ad uno spettacolo indimenticabile identificato comunemente come "pioggia di stelle cadenti".