Frosinonemeteo.it - Stazione meteo di Frosinone - Meteorologia ed Astronomia.
Latitude: 41° 37' 22" N - Longitude: 13° 19' 36" E
Time Zone: (GMT+01.00 - CEST) Rome
Il Sole oggi
Sorge
Tramonta
5:36
20:34
Il crepuscolo oggi
Mattutino
Serale
Astronomico
3:31
22:39
Nautico
4:20
21:50
Civile
5:03
21:07
Oggi abbiamo : 14:58 ore di luce / 9:2 ore di buio.
In Frosinonemeteo.it, oltre a dettagliate informazioni di Meteorologia, troverete una ampia sezione di Astronomia in grado di soddisfare le esigenze di neofiti, astrofili ed appasionati in genere.
La stazione meteorologica è attiva da Maggio 2009 ed è inserita nella rete di rilevamento dati nazionale MeteoNetwork - Centro Epson Meteo. Riconosciuta affidabile in termini di consolidato e qualità dei dati e premiata con il ranking 5 stelle.
WEBCAM - Frosinone bassa vista Corso Lazio
Dati meteo, rilevati da questa stazione, in tempo reale
Il binocolo (dal latino bi=due ed oculus=occhio) è il più semplice fra gli strumenti di osservazione, nonché il più comune. Grazie alla sua versatilità, viene impiegato per un gran numero di osservazioni, incluse quelle astronomiche. La caratteristica principale del binocolo è la presenza di due oculari, che rendono confortevole l 'osservazione degli oggetti e quindi anche delle stelle. Il maggiore pregio di questo strumento è la visione riposante e la sensazione di tridimensionalità che sono offerte dall’impiego contemporaneo dei due occhi. Inoltre, a differenza del telescopio, il binocolo restituisce l'immagine "dritta" e non capovolta, facilitando così l'orientamento. Ciò avviene per mezzo di prismi che possono essere disposti secondo due configurazioni dette rispettivamente di Porro ed a Tetto. La configurazione di Porro, che è la disposizione tradizionale, più usata e prevede che le lenti obiettive (quelle più lontane dall'occhio) non siano allineate con le lenti di uscita (quelle più vicine all’ occhio). I prismi riflettono la luce catturata dalla lente obiettiva ed attraverso un percorso ad S la trasportano fino alla lente di uscita. Un binocolo con prisma a Tetto, invece, allinea le lenti obiettive con le lenti di uscita ed è molto più stretto del promo.Per convenzione, su ogni binocolo, vengono riportati due numeri separati da "x" (esempio 7x49). Il primo numero rappresenta la potenza di ingrandimento, il secondo il diametro della lente obiettiva, in millimetri. Dal rapporto tra diametro della lente obiettiva e potenza di ingrandimento si ricava la "luminosità relativa": più è alto questo rapporto e migliore sarà l'utilizzo per gli usi notturni. Questo rapporto costituisce il diametro della piccola lente di uscita sull'oculare. Ad esempio, un binocolo 10x50 avrà una lente di uscita di 5 mm (dimensione dell'obiettivo diviso potenza di ingrandimento). Per ottenere la massima efficienza, il diametro di questa lente dovrebbe essere grande quanto quello della pupilla dell'occhio, che è pari a circa 7 mm in ambienti bui (in pieno giorno il diametro della pupilla scende a 2 mm).Questa dimensione è anche un modo per misurare la luminosità dell'immagine: tanto più larga la lente di uscita, tanta più luce raggiunge l'occhio. Quindi, due binocoli 10x50 e 8x40 hanno la stessa luminosità, nonostante l'ultimo abbia un ingrandimento minore. Tuttavia, una lente di uscita più larga della pupilla non comporta nessun ulteriore beneficio.La dimensione dei binocoli varia dai piccoli modelli 3x10 fino ai grossi modelli 20x80 o persino 20x140, passando per modelli comuni 7x50 o 10x50, per uso amatoriale in ambiente aperto. Nella navigazione sono comunemente usati modelli 4x30, 6x30, 7x35, 7x50, 8x40, 10x50. I più grandi binocoli sono in realtà come dei potenti telescopi, tanto che la loro forte potenza di ingrandimento rende necessario un montaggio fisso, come un treppiede, altrimenti i piccoli movimenti naturali della mano verrebbero amplificati troppo. Un limite indicativo sui binocoli che non necessitano di supporto fisso può essere 9x o 10x. Un'eccezione a questo è costituita dai binocoli con stabilizzatore di immagine, costruiti da diversi produttori. Con l'uso della stabilizzazione dell'immagine non è necessario un supporto fisso per binocoli fino a 20x. Inoltre, le immagini di binocoli comuni (8x-10x) sono notevolmente migliorate.I binocoli più comunemente posseduti sono i 10x50 o gli 8x40; se lo strumento è in ottimo stato, ossia non ha preso colpi e dunque le lenti sono perfettamente allineate, si può arrivare ad osservare stelle fino alla magnitudine 9,5 in un cielo perfettamente buio e in condizioni atmosferiche ottimali. Il binocolo consente di osservare un grande numero di oggetti tra i quali i principali ammassi aperti che nella gran parte dei casi vengono risolti in stelle; inoltre è possibile individuare alcune nebulose e anche ammassi globulari, sebbene questi appaiano come delle macchie chiare più luminose al centro, senza stelle.Notevole soddisfazione dà l'osservazione della Luna: col binocolo si evidenziano infatti un gran numero di crateri; se si osserva la Luna al primo o al terzo quarto, è pure possibile scorgere lungo il tratto di penombra le irregolarità dei rilievi attorno ai crateri, poiché qui il bordo illuminato diventa irregolare a causa delle diverse elevazioni.L'osservazione dei pianeti è quella che, fra tutte, rischia di dare meno soddisfazione: spesso questi appaiono come dei semplici puntini luminosi. Se si possiede una mano molto ferma, o se si ha la possibilità di fermare il binocolo, si può evidenziare, fissando Venere, una piccola falce simile ad una mezzaluna molto ridotta; questo effetto è dovuto al fatto che Venere è un pianeta interno rispetto alla Terra, dunque non mostra mai una faccia completamente illuminata dal Sole. Un altro pianeta interessante da osservare con questo strumento è Giove, perché, nonostante esso sembri privo di particolari, si evidenziano con facilità alcuni dei suoi satelliti, che appaiono simili a minuscole stelline disposte lungo il prolungamento del piano equatoriale del pianeta.
Le potenzialità dell'occhio aumentarono in modo modesto quando, nel 1609, Galileo Galilei (1564-1642) mise a punto un cannocchiale, precursore del telescopio astronomico. Egli riuscì tuttavia a osservare particolari fino ad allora sconosciuti, quali i rilievi lunari, le macchie solari, le fasi di Venere, i quattro maggiori satelliti di Giove; scoprì, inoltre, che la Via Lattea è formata da numerosissime stelle.Il cannocchiale astronomico è uno strumento ottico che serve per osservare oggetti posti a notevoli distanze, ed è costituito da due lenti convergenti, dette obiettivo ed oculare, allineate sullo stesso asse e fissate su due tubi metallici scorrevoli uno dentro l’altro.
Analizziamo il classico cannocchiale per ottenere alcune definizioni : L’obiettivo “Ob” costituito da una lente convergente forma sul proprio piano focale le immagini Ar e Br separate dall’angolo p. L’oculare “Oc” costituito da una lente divergente restituisce le immagini Av e Bv separate dall’angolo P. Il rapporto tra gli angoli P/p è detto ingrandimento del cannocchiale. Il cannocchiale galileiano presenta il grave inconveniente di un campo visuale estremamente ridotto (il che lo rende, nella pratica, inutilizzabile oltre i 30 ingrandimenti). E' uno strumento ormai obsoleto e superato dai moderni binocoli e telescopi.
Lo studio dei corpi celesti per molto tempo, nella storia dell'astronomia, si è svolto nell'ambito della lunghezza d’ onda dello spettro visibile
Le prime osservazioni venivano fatte ad occhio nudo. Successivamente, con le varie scoperte e con l’avanzare delle tecnologie, si è passati alla osservazione strumentale svolta con l’ ausilio di strumenti ottici che con il tempo si sono sempre più evoluti . Si è passati così dagli ormai obsoleti cannocchiali ai binocoli sino ad arrivare ha strumenti fotografici e ai moderni telescopi . Tuttavia anche con l’ausilio di questi straordinari strumenti, l’ osservazione visuale da terra risulta fortemente limitata da alcuni fattori tra i quali ricordiamo le condizioni del seeing, dalla trasparenza dell'aria, l’ inquinamento luminoso, le varie aberrazioni insite nei dispositivi ottici e che generalmente l’ osservazione è limitata alle ore notturne.
Con l’ avvento dei telescopi spaziali alcuni di questi limiti sono stati superati ma gli astronomi sono stati in grado anche di allargare il campo di osservazione al difuori dello spettro visibile indagando anche nelle altre lunghezze d'onda: raggi gamma, raggi-X, ultravioletto, infrarosso, microonde e onde radio. L’ astronomia moderna per osservare e studiare i corpi celesti si avvale di innumerevoli strumenti, oltre ai classici telescopi si hanno spettrografi, spettrometri di massa, interferometri, radio telescopi e strumenti che rilevano particelle come i raggi cosmici, nuclei e/o elettroni, neutrini, così come gli strumenti che cercano di rilevare le onde gravitazionali. Molti di questi strumenti sono equipaggiati su satelliti artificiali che ruotano attorno al nostro pianeta su orbite geostazionarie, altri su sonde interplanetarie ed altri in postazioni terrestri.
Lasciando agli astronomi professionisti l’ arduo compito d’ indagare a fondo e con ogni mezzo possibile gli oggetti astronomici sparsi nell’ universo noi, nelle pagine che seguono, ci limiteremo a fare una breve panoramica degli strumenti ottici che normalmente vengono usati da astronomi dilettanti, astrofili, neofiti ed appassionati in genere per osservare il cielo notturno.
Come si presenta il cielo notturno in questo mese e negli altri mesi dell' anno. Stelle, costellazioni e altri oggetti celesti notevoli visibili ad occhio nudo o con l'ausilio di piccoli strumenti ottici. Dettagliate mappe celesti per ogni mese dell' anno.
Il cielo nel mese di Maggio
Costellazioni
Il cielo di maggio appare come un'anticipazione del cielo estivo; le costellazioni tipiche dell'inverno sono ormai tramontate e la Via Lattea estiva comincia a comparire ad est.
Ad est, fa la sua comparsa l'asterismo del Triangolo Estivo, pur se molto basso, con le costellazioni del Cigno e della Lira.
A sud-est, fa la sua comparsa la parte più settentrionale dello Scorpione, con la rossa stella Antares, e il gruppo indistinto di stelle luminose facenti parte della costellazione australe del Lupo.
A sud, sono ben evidenti le stelle settentrionali del Centauro; a partire dalle medie latitudini boreali, avendo a disposizione un cielo meridionale libero da ostacoli, è possibile osservare il celebre ammasso globulare Omega Centauri, il più luminoso della volta celeste.
Ad ovest, l'Idra, il Cancro e i Gemelli si abbassano sempre più sull'orizzonte, mentre a nord parte dell'Auriga e di Perseo risultano ancora visibili.
In alto nel cielo prevalgono le figure del Boote e dell'Orsa Maggiore; prolungando verso sud l'arco segnato dal timone del Grande Carro si trova prima la rossa Arturo, nel Boote, e poi l'azzurra Spica, nella Vergine.
Oggetti notevoli
Il mese è propizio per l'osservazione dei seguenti oggetti celesti, visibili anche con un piccolo binocolo:
M 4, un ammasso globulare nella costellazione dello Scorpione;
M 5, un ammasso globulare visibile nella costellazione del Serpente;
Omega Centauri (NGC 5139), un ammasso globulare che alle latitudini medie boreali si mostra estremamente basso sull'orizzonte.
Sciami meteorici visibili nel mese
Nome
Periodo dell'anno
Giorno ottimale
Ora (TU)
Libridi
mag 01-09
mag 05
23.30
Mappa del cielo nel mese di Maggio.
La carta celeste è regolata per il fuso orario UTC/GMT +1 alle ore 23.00 ed alla latitudine di 42°N che corrisponde all’ incirca con Roma, ma è consultabile, senza apprezzabili differenze, dalla fascia compresa fra 47°N e 37°N. e quindi ricopre l’ intero territorio Italiano. Nota: il transito della Luna e dei pianeti non sono riportati.
Nelle carte sono presenti anche i simboli degli oggetti principali, contraddistinti da diversi colori:
giallo per gli ammassi (cerchio giallo per gli ammassi aperti, con una croce per gli ammassi globulari).
verde per le nebulose (cerchio verde per le nebulose planetarie, quadrato o irregolare per le nebulose diffuse).
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