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Giorno Giuliano
Il calendario maggiormente usato al mondo (quello Gregoriano), essendo basato su diverse unità di misura (anni, mesi, settimane, giorni) non si presta facilmente ad operazioni di calcolo matematico.
Per di più, anni e mesi, non hanno tutti la stessa durata senza contare che esso é il risultato di diverse correzioni avvenute in diversi momenti storici.
Per semplificare le cose gli astronomi hanno adottato un calendario basato su un' unica unita di misura decimale, il "giorno", detto Giorno Giuliano (da non confondere con il "Calendario Giuliano").
Il giorno Giuliano n° 0 inizia alle 12.00 (ora di Greenwich) del 1 Gennaio dell'anno -4712 (o 4713AC).
Trattandosi di un calendario per uso astronomico l'inizio del giorno è fissato convenzionalmente a mezzogiorno invece che a mezzanotte e per indicare le ore si usano decimi di giorno.
Ad esempio, il 1-1-2000 alle 12.00 inizia il GG 2451545; alle ore zero corrisponde al GG 2451544.5, alle sei del pomeriggio al GG 2451545.25.
In questo modo diventa molto facile calcolare i giorni trascorsi tra due date anche molto lontane l'una dall'altra e, in qualsiasi momento tramite appositi algoritmi, è possibile passare dal Giorno Giuliano a qualsiasi giorno rappresentato dai diversi calendari in uso nel mondo.
Il giorno giuliano (in inglese Julian Day - abbr. JD) fu introdotto nel XVI secolo dall'astronomo francese Joseph Justus Scaliger di origini italiane, che lo intitolò al padre, famoso umanista, Giulio Cesare Scaligero.
La data d' inizio del giorno giuliano fu stabilita su basi storiche (considerando le date più antica di cui si avesse notizia) e su basi astronomiche (considerando la ripetizione periodica di vari cicli astronomici secolari).
Per semplificare i calcoli, spesso gli astronomi al posto del giorno giuliano (JD), usano il “giorno giuliano modificato (MJD ). Introdotto dallo Smithsonian Astrophysical Observatory nel 1958, si ottiene sottraendo al “giorno giuliano” il valore 2400000.5 che rappresenta il numero di “giorni giuliani” trascorsi dalla mezzanotte (ore 00:00) del 17 novembre 1858. Per quanto detto quindi abbiamo :
MJD=JD- valore 2400000.5
Il “giorno giuliano modificato” è usato frequentemente per specificare il periodo orbitale dei satelliti artificiali che ruotano attorno della Terra.
Talvolta al posto dell’ MJD viene usato Il giorno giuliano ridotto (RJD) che conta i giorni dallo stesso inizio del MJD, ma a partire dal mezzogiorno UTC anziché dalla mezzanotte. E’ quindi definito come:
RJD = JD – 2400000 o anche come: RJD=MJD-0,5.
Il primo giorno RJD inizia quindi a mezzogiorno del 17 novembre 1858.
Tramite i pulsanti, sotto riportati, é possibile calcolare il Giorno Giuliano per qualsiasi data del calendario gregoriano a partire dall' anno 1 in poi, oppure risalire alla data del calendario Gregoriano dall' anno -4712 all' anno 3500, partendo da un giorno giuliano.
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Conversione unità di misura angolari
In astronomia di posizione, spesso si ricorre alla geometria e/o trigonometria quando si ha a che fare con misurazioni di angoli. A volte capita, durante i calcoli, di dover convertire la misura di un angolo in altre unità di misura.
Allo scopo, tramite i pulsanti sotto riportati, é possibile convertire la misura di un angolo nei diversi sistemi di misura maggiormente usati in astronomia ovvero : sistema-sessagesimale, sistema-sessadecimale, sistema-radianti o matematico e sistema-orario.
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Catalogo stelle binarie visuali
Cataloghi astronomici
Il termine «stella binaria» si deve all’astronomo e musicista inglese di origine tedesca Friedrich Wilhelm Herschel
(1738 - 1822) che, per primo, ne dimostrò l’ esistenza e ne catalogò circa un migliaio. Si tratta di sistemi stellari formati da due stelle che orbitano intorno al loro comune centro di massa; la stella più luminosa viene chiamata primaria, mentre l'altra viene chiamata compagna o secondaria. Le osservazioni compiute sin oggi fanno pensare che siano molte le stelle a far parte di sistemi binari o di sistemi multipli, composti da più di due stelle. Le stelle binarie rivestono un importante ruolo in astrofisica, in quanto il calcolo delle loro orbite permette di stimare le masse delle due componenti ed, indirettamente, altri parametri come il raggio e la densità. In base al metodo di identificazione, le stelle binarie sono catalogate come :
- Fotometriche o ad Eclissi - quando, a seconda dell'inclinazione del loro piano orbitale rispetto alla linea di visuale dalla Terra, danno vita a periodici fenomeni di occultazione che si riflettono sulla luminosità complessiva del sistema;
- Spettroscopiche – quando visivamente appaiono come una singola stella ma la loro duplicità viene rivelata dallo spostamento delle righe spettrali delle due componenti dovute all'effetto doppler;
- Visuali - quando le due componenti sono risolvibili mediante uno strumento ottico.
Il termine stella doppia è a volte utilizzato quale sinonimo di stella binaria, ma talvolta indica sia le stelle binarie fisicamente legate fra loro sia le binarie ottiche, ovvero coppie di stelle che appaiono vicine se osservate dalla Terra, ma che non hanno alcun legame gravitazionale fra loro. Esistono molte stelle doppie per le quali non è stato ancora possibile determinare se si tratti di binarie legate fisicamente oppure solo di doppie apparenti.
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Cataloghi minori
Cataloghi astronomici
Di cataloghi astronomici, alcuni molto noti ed altri meno noti detti minori, ve ne sono svariate migliaia. In essi sono raccolti i dati scaturiti da osservazioni e studi approfonditi di numerosi oggetti celesti. Il più antico catalogo stellare fu realizzato da Ipparco tra il 126 e il 161
a. C. e contenente le posizioni e luminosità di 1080 stelle osservate ad occhio nudo. Con il passar degli anni i metodi di osservazione si sono evoluti.. Si è passati, dall' osservazione ad occhio nudo a quella strumentale (cannocchiale, binocolo, telescopio, radio-telescopio ecc.).Così l' orizzonte astronomico, pian piano, si è ampliato. Oggi si dispone di modernissimi osservatori terrestri e telescopi spaziali che ci consentono di osservare una moltitudine di oggetti celesti distanti miliardi di anni luce e del tutto sconosciuti ai nostri predecessori.
Il numero dei cataloghi astronomici quindi è cresciuto con il passar degli anni. Oltre ai cataloghi generali che contengono varie tipologie di oggetti (stelle, galassie, ammassi, nebulose ecc.), ve ne sono altri specifici per tipologia di oggetto. Da notare che molti oggetti che sono riportati in un catalogo spesso sono riportati, interamente o in parte, in altri cataloghi. La banca dati europea professionale CDS (Centree Donnee Stellaires) ha sede a Strasburgo, contiene circa 15.000 cataloghi ed è accessibile via internet all’ indirizzo: http://cdsweb.u-strasbg.fr/ . Oltre i famosissimi cataloghi Messier ed NGC/IC (trattati in un' altra sezione). In questo nostro data base abbiamo raccolto alcuni, tra i più interessanti, oggetti celesti riportati in alcuni cataloghi astronomici minori meno noti ai non addetti ai lavori e che troverete sottoelencati.
Lista dei cataloghi presenti in questo data-base
| Catalogo | Note |
|---|---|
| Abell | George Abell (nebulose planetarie ed ammassi di galassie) |
| ADS | Aitken (Catalogo stelle doppie) |
| AM | Arp Madore (ammassi globulari) |
| Antalova | (ammassi aperti) |
| Ap | Apriamasvili (nebulose planetarie) |
| Arp | Halton Arp (galassie interagenti) |
| Bark | Barkhatova (ammassi aperti) |
| B | Barnard (nebulose oscure) |
| Basel | (ammassi aperti) |
| BD | Bonner Durchmusterung (stelle) |
| Berk | Berkeley (ammassi aperti) |
| Be | Bernes (nebulose oscure) |
| Biur | Biurakan (ammassi aperti) |
| Blanco | (ammassi aperti) |
| Bochum | (ammassi aperti) |
| Ced | Cederblad (nebulose brillanti) |
| Cr | Collinder (ammassi aperti) |
| Czernik | (ammassi aperti) |
| DDO | David Dunlap Observatory (galassie nane) |
| Do | Dolidze (open clusters) |
| DoDz | Dolidze Dzimselejsvili (ammassi aperti) |
| Dun | Dunlop (ammassi globulari) |
| Fein | Feinstein (ammassi aperti) |
| Frolov | (ammassi aperti) |
| Gum | (nebulose brillanti) |
| H | William Herschel (ammassi globulari) |
| Haffner | (ammassi aperti) |
| Harvard | (ammassi aperti) |
| He | Henize (nebulose planetarie) |
| Hogg | (ammassi aperti) |
| HP | Haute Provence (ammassi globulari) |
| Hu | Humason (nebulose planetarie) |
| IC | 1° and 2° Catalogo Indice del NGC (tutti i tipi di oggetti escluse le nebulose oscure) |
| 3C | Catalogo di radiosorgenti di Cambridge |
| Isk | Iskudarian (ammassi aperti) |
| J | Jonckheere (nebulose planetarie) |
| K | Kohoutek (nebulose planetarie) |
| King | (ammassi aperti) |
| Kr | Krasnogorskaja (nebulose planetarie) |
| Lac | Lacaille (ammassi globulari) |
| Loden | (ammassi aperti) |
| LDN | Lynds (nebulose oscure) |
| Lynga | (ammassi aperti) |
| M | Messier (tutti i tipi di oggetti escluse nebulose planetarie) |
| MCG | Catalogo Morfologico dellle Galassie |
| Me | Merrill (nebulose planetarie) |
| Mrk | Markarian (ammassi aperti e galassie) |
| Mel | Melotte (ammassi aperti) |
| M1 thru M4 | Minkowski (nebulose planetarie) |
| NGC | Nuovo Catalogo Generale di Nebulose ed ammassi stellari. (Tutti i tipi di oggetti eescluse nebulose oscure) |
| Pal | Palomar (ammassi globulari) |
| PC | Peimbert and Costero (nebulose planetarie) |
| Pismis | (ammassi aperti) |
| PK | Perek & Kohoutek (nebulose planetarie) |
| RCW | Rodgers, Campbell, & Whiteoak (nebulose brillanti) |
| Roslund | (ammassi aperti) |
| Ru | Ruprecht (ammassi aperti) |
| Sa | Sandqvist (nebulose oscure) |
| Sher | (ammassi aperti) |
| Sh2 | Sharpless (nebulose brillanti) |
| SL1 | Sandqvist & Lindroos (nebulose oscure) |
| SL2 | Shapley & Lindsay (ammassi nella Grande Nube di Magellano) |
| Steph | Stephenson (ammassi aperti) |
| Stock | (ammassi aperti) |
| Ter | Terzan (ammassi globulari) |
| Tombaugh | (ammassi aperti) |
| Ton | Tonantzintla (ammassi globulari) |
| Tr | Trumpler (ammassi aperti) |
| UA | Catalogo di galassie selezionate non UGC |
| UGC | Uppsala General Catalog (galassie) |
| UKS | United Kingdom Schmidt (ammassi globulari) |
| Upgren | (ammassi aperti) |
| VV | Vorontsov Velyaminov (galassie interagenti) |
| vdB | van den Bergh (ammassi aperti, nebulose oscure) |
| vdBH | van den Bergh & Herbst (nebulose brillanti) |
| vdB-Ha | van den Bergh Hagen (ammassi aperti) |
| Vy | Vyssotsky (nebulose planetarie) |
| Waterloo | (ammassi aperti) |
| Westr | Westerlund (ammassi aperti) |
| Zw | Zwicky (galassie) |
