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Costellazione Volpetta - Vulpecula(Vul)
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Costellazioni confinanti :
- Cygnus, Lyra, Hercules, Sagitta, Delphinus, Pegasus
Stelle principali :
- α (alfa) Vulpeculae, mag. 4.4, è una gigante rossa. Con un binocolo è visibile una compagna ottica di mag. 6.
Oggetti notevoli:
- M 27 (NGC 6853) la Nebulosa Dumbbell (Battaglio da campana), distante 1,250 a.l., è una grande nebulosa brillante, visibile con un binocolo ma meglio con un telescopio. M 27, di mag. 8 , copre 1/4 del diametro della Luna. Visualmente, essa appare come una macchia
Note: Debole costellazione confinante con il Cigno, introdotta nel 1690 da Hevelius, che la chiamò Vulpecula cum anser, "volpetta con oca"; poi l’oca volò via e rimase solo la volpe. Nel 1967, questa minuscola costellazione fu il luogo di una strabiliante scoperta: il primo pulsar, o radiosorgente pulsante, individuata dai radioastronomi di Cambridge. Al confine di Vulpecula con Sagitta c’è un notevole gruppetto di stelle di mag. 6 e 7, colloquialmente chiamato Attaccapanni (Coathanger). La caratteristica più notevole dell’Attaccapanni è una linea quasi retta di sei stelle, da cui si diparte un arco di sei stelle, che formano il gancio dell’Attaccapanni.
Mitologia: Costellazione moderna introdotta dall'astronomo Hevelius nel 1690. In origine la volpe era rappresentata mentre azzannava un'oca, figura successivamente sparita.
Non vi sono stelle di particolare interesse.
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Costellazione Serpente/Serpens (Ser)
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Costellazioni confinanti:
- Hercules, Serpens Caput, Libra, Scorpius, Sagittarius ,Serpens Cauda, Aquila
NB : È l'unica costellazione ad essere divisa in due parti: ad ovest vi è la Testa del Serpente (Serpens Caput), ad est la Coda del Serpente (Serpens Cauda). Tra queste due parti si trova la costellazione di Ofiuco cioè colui che porta il serpente.
Stelle principali in Serpente :
- α(alfa)Serpentis (Unukalhai, il collo del serpente), mag. 2.7, è una gigante arancio distante 85 a.l.
- β(beta) Ser, distante 120 a.l., è una stella bianco-azzurra di mag. 3.7, nella testa del serpente, con una compagna di mag. 9 visibile con un piccolo telescopio. Con un binocolo è visibile nei pressi una stella di mag. 7 senza alcun legame fisico con le due precedenti.
- γ(gamma) Ser, mag. 3.9, è una stella bianca distante 39 a.l.
- δ(delta) Ser, distante 170 a.l., è una stella bianca di mag. 4.2, con una compagna di mag. 5.2, visibile con un piccolo telescopio a forte ingrandimento.
- θ(theta) Ser (Alya), distante 100 a.l., è un’elegante coppia di stelle bianche di mag. 4.1 e 5.0, facilmente separabili con un piccolo telescopio.
- ν(nu) Ser, distante 140 a.l., è una steLla bianco-azzurra di mag. 4.3, con una compagna larga di mag. 9 visibile con un binocolo o un piccolo telescopio.
- τ(tau) Ser, mag. 5.2, è la più brillante di un gruppo di otto stelle di mag. 6 , tutte visibili con un binocolo, vicino a β(beta) Serpentis.
Oggetti notevoli:
- M 5 (NGC 5904) distante 27,000 a.l., è un ammasso globulare di mag. 6, visibile con un binocolo o un piccolo telescopio. È considerato uno dei più begli ammassi globulari dell’emisfero boreale, secondo solo al famoso M 13 in Hercules. Con un’apertura di 100 mm o più se ne possono vedere il centro denso e luminoso e le regioni esterne screziate, con catene di stelle che si diramano verso l’esterno. Vicino a M 5 si trova 5 Serpentis. Una stella di mag. 5 con una compagna di mag. 10.
- M 16 (NGC 6611) distante circa 8,000 a.l., è un ammasso stellare irregolare, visibile con un binocolo o un piccolo telescopio. É costituito da circa 50 stelle di mag. 8 o più deboli, disperse su un’area all’incirca equivalente al diametro apparente della Luna. L’ammasso è incorporato in una nebulosa chiamata Aquila, troppo debole per essere ben visibile con un telescopio per dilettanti, ma bellissima nelle fotografie a lunga esposizione.
Note: Si tratta di una "doppia" costellazione, l'Ofiuco più il Serpente Le stelle dell'Ofiuco disegnano la figura di una casa rispetto alla quale le stelle del Serpente si estendono ad Est, creandone la coda, e ad Ovest, creandone la testa. Questa zona è ricca di ammassi globulari osservabili con un semplice binocolo
Mitologia: L'Ofiuco rappresenta il grande Esculapio, figlio di Apollo, noto per le sue sorprendenti doti di guaritore. I l suo potere curativo raggiunse il culmine quando scoprì un'erba portata nella sua casa da un serpente, erba in grado di resuscitare i defunti.Ben presto Plutone, dio degli inferi, si accorse che il suo regno si stava lentamente spopolando e si recò da Giove per esprimere il suo disappunto. Giove si rese subito conto che gli uomini immortali potevano rappresenatre una seria minaccia per gli dei e così pose fine alla vita di Esculapio incenerendolo con una delle sue saette; tuttavia pose il suo corpo nel cielo accanto al Serpente, assunto a simbolo dei suoi poteri curativi. Curiosità: Ancora oggi il serpente rappresenta il simbolo della professione medica.
Non vi sono stelle di particolare interesse.
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Costellazione Acquario - Aquarius (Aqr)
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Costellazioni confinanti:
- Pisces, Pegasus, Equuleus, Delphinus, Aquila, Capricornus, Piscis Austrinus, Sculptor, Cetus
Stelle principali :
- α (alfa) Aquarii (Sadalrmelik), mag. 3.0, ha praticamente lo stesso spettro del Sole, è una supergigante gialla distante circa 523 a.l.
- β (beta) Aqr (Sadalsuud), mag. 2.9 è la più brillante della costellazione, e presenta anch'essa uno spettro simile a quello del Sole (è solo un po' più calda), è 2000 volte più brillante della nostra Stella. è una supergigante gialla distante circa 537 a.l.
- γ (gamma) Aqr (Sadachbia), mag. 3.8, è una stella bianca distante circa 163 a.l.
- δ (delta) Aqr, (Skat) mag. 3.3, è una gigante bianca lontana circa 160 a.l.
- υ (upsilon) Aqr (Albali), mag. 3.8, è una stella bianca distante circa 207 a.l.
- ζ (zeta) Aqr, distante circa 92 a.l., è una famosa binaria costituita da due stelle bianche di magnitudine 4.5 e 4.3 orbitanti l’una intorno all’altra con un periodo di 856 anni fu studiata per la prima volta da W. Herschel nel 1779 e che da allora stata costantemente seguita.. Attualmente le due stelle si trovano alla loro distanza minima, vista dalla Terra, e per la loro risoluzione è necessaria un’apertura di almeno 75 mm con un forte ingrandimento. La separazione è attualmente inferiore a 2 secondi d'arco e può essere quindi usata sia per sondare la bontà delle ottiche dei piccoli strumenti amatoriali, sia quella del seeing, ossia il grado di turbolenza atmosferica. Non dimentichiamo, infatti, che 1 secondo d'arco è un valore piccolissimo misurato sulla volta celeste: corrisponde più o meno all'angolo sotteso da una moneta da 1 euro vista alla distanza di quasi 5 chilometri! Riuscire quindi a sdoppiare la ζ(zeta) Aquarii in condizioni di cielo medie non è poi così facile come potrebbe sembrare.
- Le stelle γ, ζ, ε e π Aquarii formano un asterismo chiamato Urna, che rappresenta la brocca piena d'acqua dell'Acquario.
Oggetti notevoli:
- M 73 un ammasso aperto.
- M 2 (NGC 7089) è un ammasso globulare facilmente visibile con un binocolo o un piccolo telescopio, ma richiede un’apertura di 250 mm per essere risolto nelle singole stelle. M 2 è un ammasso globulare ricco e altamente concentrato, distante 50,000 a.l.
- M 72 (NGC 6981) vicino ε(epsilon) e Nu Aquarii, è un ammasso globulare distante 60,000 a.l., molto più piccolo e meno brillante di M 2. È troppo debole per poterlo vedere con un binocolo.
- NGC 7009, distante 1450 a.l., è una famosa nebulosa planetaria nota come Nebulosa Saturno per la sua somiglianza con questo pianeta, se osservata con un grande telescopio. Nella maggior parte dei telescopi per dilettanti, con apertura di almeno 75 mm, appare come una ellisse verde-azzurra di 8° magnitudine. La sua stella centrale è di 12° magnitudine.
- NGC 7293 la Helix Nebula, distante 690 a.l., è la nebulosa planetaria più vicina al Sole ed è comunemente nota col nome di Nebulosa a elica. È la nebulosa planetaria con la massima grandezza apparente, coprendo 0.25° di cielo, metà della grandezza apparente della Luna. Nonostante le sue dimensioni, la Nebulosa a elica è molto debole e la si può vedere meglio con un binocolo o un telescopio a basso ingrandimento; in tal caso, appare come una macchia nebbiosa circolare, non molto impressionante come sembrerebbero suggerire le sue dimensioni.
- NGC 7727 galassia a spirale visibile con piccoli strumenti.
Note: Costellazione zodiacale con stelle non particolarmente brillanti le sue stelle più luminose sono appena di terza grandezza, posta tra il più luminoso Capricorno e la più debole Balena. Sicuramente una delle costellazioni più note e antiche, venne disegnata dagli antichi Babilonesi, era chiamata dai greci Hydrochos e dai romani Aquarius, parole che hanno lo stesso significato, perché in questa plaga si vide un uomo che versava acqua verso la bocca del sottostante Pesce Australe. che videro in questa costellazione una figura di un uomo che reggeva un'anfora. Il Sole entra nella costellazione dell'acquario durante la metà di febbraio fino alla prima metà di marzo, in questo periodo sono comuni i diluvi e comunque è un periodo sicuramente molto piovoso, forse anche per questo si è cercato un associazione con una costellazione che avesse a che fare con l'acqua. È facile individuarla perché osservando grosso modo a meta strada tra l'orizzonte e lo zenit salta subito aghi occhi il caratteristico asterismo formato da 4 stelle all'incirca della stessa luminosità poste a triangolo con una stella nel mezzo; a molti richiama alla mente lo stemma di una Mercedes. Questo quartetto è situato presso il bordo settentrionale della costellazione che da lì si estende per parecchi gradi nelle tre altre direzioni del cielo.
Mitologia: Stanco dei misfatti commessi dagli uomini, Zeus decise di punire l'umanità con un diluvio; a tal fine diede vita ad Acquario, gigante muscoloso al quale venne consegnata un' enorme urna piena d'acqua da rovesciare sulla Terra.
Non vi sono stelle di particolare interesse.
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Le costellazioni |
Le costellazioni sono raggruppamenti di stelle, detti anche asterismi, che caratterizzano, per la loro particolare conformazione, alcuni settori della sfera celeste. Da un punto di vista squisitamente prospettico, le stelle di una costellazione appaiono vicine tra loro ed analogamente alle conformazioni delle nuvole, sembrano disegnare nel cielo notturno figure di fantasia, alle quali sono state attribuiti significati e nomi diversi dalle varie civiltà che hanno abitato il nostro pianeta nel corso millenario dell' osservazione astronomica.
E' noto che l'attuale insieme di costellazioni deriva sostanzialmente dalla prima "uranometria" che l' astronomo tedesco Johann Bayer (1572 – 1625) pubblicò nel 1603. Oltre che a definire un certo numero di costellazioni in regioni di cielo raramente popolato di stelle, Bayer rispolverò alcuni manoscritti dell' XI secolo che, a loro volta, erano trascrizioni di opere classiche antiche riconducibili ad Tolomeo, Ipparco, Eudosso di Cnido ed altri ancora. Molti nomi di costellazioni provenivano dalla mitologia minoica e greca così come i nomi delle stelle più luminose alcuni dei quali erano stati adottati successivamente da popolazioni arabe durante il medio-evo.
Nel 1927, su suggerimento dell' astronomo belga Eugène Joseph Delporte, l' Unione Astronomica Internazionale (IUA) che si occupa della nomenclatura dei corpi celesti, fissò i confini delle moderne 88 costellazioni che coprono interamente la sfera celeste e che possono essere univocamente individuate tramite coordinate astronomiche (ascensione retta e declinazione).
Le costellazioni visibili dall' emisfero boreale sono basate principalmente su quelle della tradizione dell' Antica Grecia, e i loro nomi richiamano figure mitologiche come Pegaso o Ercole; quelle visibili dall' emisfero australe sono state invece battezzate in età illuministica ed i loro nomi sono spesso legati ad invenzioni del tempo, come l' Orologio o Microscopio. Alle dodici costellazioni che intersecano l'eclittica e che compongono lo zodiaco ne sono state aggiunte altre 26 (oggi sono 38) in primo luogo per riempire i buchi dei tracciati tolemaici (Tolomeo ne aveva elencate 36) e in secondo luogo per riempire i buchi dell'emisfero meridionale che gli esploratori europei, poterono osservare solo successivamente a seguito di viaggi esplorativi nell’ emisfero meridionale del pianeta.
Le stelle più luminose di una costellazione prendono il nome usando una lettera greca più il genitivo della costellazione in cui si trovano; questa nomenclatura, detta Nomenclatura di Bayer, viene utilizzata per tutte le costellazioni.
Ad esempio la stella più luminosa della costellazione del Toro “Aldebaran” viene denominata come α-Tauri. Un'altra nomenclatura adottata e detta Nomenclatura di Flamsteed che, a differenza di quella di Bayer, al posto della iniziale lettera greca, adotta invece una numerazione progressiva ricavata scansionando la costellazione da Ovest verso Est. Per cui α-Tauri (Bayer) diventa 87-Tauri (Flamsteed) . Per ognuna delle 52 costellazioni nomenclate da Flamsteed , la numerazione ricomincia sempre da 1. Un'altra numerazione che utilizza il genitivo della costellazione è la nomenclatura delle stelle variabili, che procede assegnando lettere, come per RR Lyrae. Le stelle meno luminose seguono altre numerazioni progressive, senza seguire però la divisione in costellazioni.
Nell’ astronomia moderna le costellazioni non anno alcun interesse scientifico, se non quello meramente storico. Ciò è dovuto principalmente a 2 motivi. Il primo è che le stelle che formano una stessa costellazione possono essere separate anche da distanze enormi, così come diverse possono essere le dimensioni e le luminosità apparenti ed assolute. Il secondo motivo è che due o più stelle che sulla sfera celeste appaiono magari lontanissime ed appartenenti a costellazioni diverse, possono essere al contrario separate da distanze inferiori a quelle che le separano le stelle della propria costellazione.
Lista delle 88 Costellazioni IAU
Costellazioni visibili in Primavera nell' emisfero Boreale
| Nome Italiano | Nome Latino | Abbr | Area (°Rad) | % cielo | A.R.(h.m.) | Dec(°) | Interamente visibile | Class.ordine grandezza | N.stelle Mag<3 | N.stelle Mag<65 | Stella Principale |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Bifolco | Bootes | Boo | 906.8 | 2.20% | 14 42 | +31 12 | 90°N - 35°S | 13 | 3 | 144 | Arcturus |
| Cani da Caccia | Canes Venatici | CVn | 465.2 | 1.20% | 08 41 | -63 13 | 90°N - 37°S | 38 | 1 | 59 | Cor Caroli |
| Chioma di Berenice | Coma Berenices | Com | 386.5 | 0.31% | 18 38 | -41 08 | 90°N - 56°S | 42 | 0 | 66 | Comae Berenices |
| Leone | Leo | Leo | 947 | 2.30% | 10 40 | +13 08 | 82°N - 57°S | 12 | 3 | 123 | Regulus |
| Leone Minore | Leo Minor | LMi | 232 | 0.70% | 05 33 | -19 02 | 90°N - 48°S | 64 | 0 | 37 | Praecipua |
| Orsa Maggiore | Ursa Maior | UMa | 1279.7 | 3.10% | 11 18 | +50 43 | 90°N - 16°S | 3 | 6 | 209 | Alioth |
| Vela | Vela | Vel | 499.6 | 1.21% | 09 34 | -47 10 | 32°N - 90°S | 32 | 5 | 214 | Regor |
| Vergine | Virgo | Vir | 1294.4 | 3.14% | 13 24 | -04 09 | 67°N - 75°S | 2 | 3 | 169 | Spica |
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Osservare ad occhio nudo
Strumenti di osservazione
Fino all'inizio del XVII secolo, le osservazioni del cielo venivano fatte ad occhio nudo. Le osservazioni astronomiche si limitavano a mappare, con la maggior precisione possibile, le posizioni dei corpi celesti (stelle, costellazioni ed alcuni pianeti) nei vari periodi del giorno del mese e dell’ anno.L’ occhio umano ha però delle grandi limitazioni nell’ osservazione del cielo:
- Permette di stimare la distanza di oggetti vicini, ma non quella degli oggetti lontani come stelle e/o pianeti che appaiono tutti alla stessa distanza.
- Anche gli oggetti più luminosi, posti a notevoli distanze, non vengono più rilevati mentre quelli meno luminosi od opachi non vengono rilevati nemmeno a distanze relativamente minori.
Le nostre pupille variano il proprio diametro a seconda delle condizioni di illuminazione: di giorno hanno un diametro di circa 2 mm e di notte possono raggiungere i 7mm. Tale comportamento si spiega con la maggiore o minore necessità che ha l’ occhio di catturare la luce per ottimizzare la visione degli oggetti. E’ quindi opportuno, prima di iniziare le osservazioni notturne, restare almeno mezz’ora al buio per consentire alla pupille di allargarsi in modo tale da poter catturare più luce possibile. In condizioni ottimali di visibilità, le stelle osservabili ad occhio nudo sono circa 3000 per ogni emisfero, quindi dal nostro pianeta si possono osservare circa 6000 stelle appartenenti tutte alla nostra galassia: la Via Lattea. Le stelle visibili ad occhio nudo furono classificate dall' astronomo greco Tolomeo (anno 100 circa d.C.) con una scala di luminosità , detta magnitudine apparente, compresa tra 1 (per le stelle più luminose) e 6 (per quelle meno luminose). Più che le singole stelle, nella visione ad occhio nudo, è bello ammirare le molteplici combinazioni dette "asterismi o costellazioni" che esse formano nel cielo e un pò come le varie forme che talvolta assumono le nuvole, hanno scatenato la fantasia degli astronomi del passato che le anno identificate con animali, personaggi, oggetti ed altro ancora. Oggi l'Unione Astronomica Internazionale (IAU) divide il cielo in 88 costellazioni ufficiali con confini precisi, di modo che ogni punto della sfera celeste appartenga ad una ed una sola costellazione. Le costellazioni visibili dall' emisfero boreale sono basate principalmente su quelle della tradizione dell'Antica Grecia, e i loro nomi richiamano figure mitologiche come Pegaso o Ercole; quelle visibili dall' emisfero australe sono state invece battezzate in età illuministica ed i loro nomi sono spesso legati ad invenzioni del tempo, come l'Orologio o il Microscopio. Oltre alle stelle, nelle notti più buie, si possono anche intravedere la Galassia di Andromeda (emisfero nord) e le due Nubi di Magellano (emisfero sud) che appaiono però come piccoli e deboli aloni chiari nel cielo notturno.Oltre alle stelle, si possono osservare alcuni pianeti del nostro Sistema Solare che ordinati per luminosità decrescente sono: Venere, Giove, Saturno, Marte, Mercurio e Urano. Venere è anche l'astro più luminoso del cielo (dopo il Sole e la Luna) ma, come Mercurio, è visibile soltanto alle prime ore dell' alba e del tramonto, essendo pianeti interni e cioè si trovano tra la Terra e il Sole. Marte si distingue anche per il suo colore rosso-arancio, da cui la denominazione di "Pianeta Rosso". Sempre ad occhio nudo, talvolta, è possibile ammirare rare e splendide comete ed anche stelle cadenti che in certi periodi dell'anno si manifestano numerose dando vita ad uno spettacolo indimenticabile identificato comunemente come "pioggia di stelle cadenti".











































